Ragusa, sequestrati 30 mln beni a un imprenditore 64enne vicino a Cosa nostra

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furbetti del cartellino a siracusa

I finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno sequestrato beni per un valore di oltre 30 milioni di euro nei confronti di un 64enne ritenuto vicino a Cosa nostra. L’ordinanza è stata emessa dal Tribunale di Ragusa, su richiesta della Procura di Catania. Il patrimonio illecitamente accumulato dall’uomo deriva dalla monopolizzazione, fin dagli anni ’90, del settore della commercializzazione e installazione degli apparecchi da gioco “truccati” nel territorio vittoriese, affare lucroso storicamente appetito alle organizzazioni criminali anche per la possibilità di riciclare danaro “sporco”.

Nel 2015 l’uomo è stato condannato a 5 anni di reclusione per un tentato omicidio risalente al 2009. La vicenda segnava un momento di tensione tra fazioni opposte tra rappresentanti di “Stidda” e “Cosa Nostra”. Nel 2014, poi, l’uomo ha rivolto minacce ad un collaboratore di giustizia venendo condannato nel 2016 a 6 mesi di reclusione. Nonostante i sequestri, il 64enne continuava a permanere nel settore dei videopoker attraverso la creazione di società le cui quote venivano affidate al figlio e alla figlia della convivente, anche per evitare l’applicazione delle misure di prevenzione antimafia.

Le indagini hanno abbracciato l’arco temporale che va dal 1991 al 2015. E’ stata evidenziata una sproporzione tra i redditi dichiarati dal nucleo familiare dell’uomo e le sue acquisizioni immobiliari. In più, in ben 12 annualità su 25 monitorate, la famiglia non ha dichiarato alcun reddito al Fisco. Il patrimonio illecitamente accumulato è costituito da 61 tra appartamenti, garage, magazzini, attività commerciali e terreni tra Vittoria e Ragusa; nonché da ulteriori 6 unità immobiliari nei comuni di Caravate e Cocquio-Trevisago (Varese) e 5 autovetture.