Ragusa, svolta sulla morte di Maria Zarba: fermato il marito accusato di omicidio volontario

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Svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Maria Zarba, la donna di 66 anni trovata morta giovedì notte in una pozza di sangue da un nipote, nella sua abitazione a Ragusa. Nella notte la Squadra mobile di Ragusa, guidata da Antonino Ciavola, ha fermato il marito, Giuseppe Panascia, 73 anni, accusato di omicidio volontario. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura.

“L’uomo durante l’interrogatorio si è contraddetto più volte – ha spiegato Ciavola – offrendo elementi di indizi di colpevolezza a suo carico”. Sembra che all’origine del litigio ci fossero dissidi non solo economici ma dovuti anche alla separazione tra i due.

Gli investigatori stanno cercando l’oggetto contundente col quale è stata colpita a morte Maria Zerba. Secondo l’accusa, Panascia avrebbe ucciso l’ex moglie, dalla quale era separato da un anno circa, per contrasti sulla loro separazione. L’uomo, che è stato interrogato dalla polizia e dal pm Giulia Bisello alla presenza di un avvocato d’ufficio, si è proclamato innocente.

Gli investigatori stanno analizzando le tracce trovate sul luogo del delitto, bisognerà attendere qualche giorno per avere i risultati degli accertamenti tecnici effettuati dai biologi del gabinetto di polizia scientifica, giunti da Palermo.

“La Polizia di Stato di Ragusa ha raccolto in tempi brevissimi gravi indizi di colpevolezza che hanno permesso al pubblico ministero di disporre il fermo dell’indagato – dice il vice questore aggiunto e dirigente della Mobile di Ragusa, Antonino Ciavola – Il risultato investigativo è frutto anche dell’aiuto fornito dai familiari della vittima che hanno offerto una totale collaborazione per l’accertamento dei fatti nonostante l’immenso dolore”.