Randazzo, barriere abusive nelle strade e danneggiamenti alle aziende agricole

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Ancora barriere abusive a Randazzo, lungo le strade pubbliche di campagna che danno accesso alle proprietà private di Cantine vitivinicole. Questa non si tratta delle solite recinzioni rudimentali ma di alcuni massi posizionati per la precisione in Contrada Nave.

Ormai si contano a decine i casi, nel centro del Catanese di imprenditori e privati i cui terreni sono oggetto di danneggiamenti da parte di ignoti. Ovvero, attività commerciali e proprietà private, fra cui vigneti e fondi agricoli, distrutti da incendi dolosi o improvvisamente vandalizzati.

Al fenomeno si aggiungono anche introduzioni illecite di greggi e mandrie al pascolo in aree private e anomali sbarramenti di strade pubbliche con tanto di minacce personali agli imprenditori e proprietari. È così che la cosiddetta mafia rurale o mafia dei pascoli negli ultimi anni avrebbe avuto in mano il controllo di gran parte dell’entroterra siciliano, fra cui le zone di Randazzo.

Una vera e propria guerra portata avanti dalle famiglie legate ai clan mafiosi per impadronirsi di terre che non sono loro, con il risultato di trasformare in un incubo la vita di numerosi viticoltori.

Ma fra i simboli più tangibili della mafia dei pascoli senza dubbio quello costituito dall’installazione nei terreni delle numerose recinzioni abusive, ossia barriere rudimentali che di fatto limitano il transito a cittadini e forze dell’ordine.

A questo si aggiungono i frequenti raid di greggi e mandrie al pascolo in aree private e le minacce e gli insulti personali da parte dei pastori locali agli imprenditori e proprietari. I vigneti sono, infatti, frequentemente presi di mira proprio perché “sottraggono” terreno al pascolo. Un fenomeno che finora ha messo in ginocchio il territorio e condizionato le enormi possibilità di sviluppo di cui è dotato.

Lo scopo, in particolare, sarebbe quello di avere a disposizione ettari da utilizzare per far pascolare gli animali o da prendere fittiziamente in gestione per attrarre milioni di euro di finanziamenti destinati agli agricoltori dalla Comunità europea.

L’estate appena trascorsa, per esempio, è stata particolarmente funesta con numerosi roghi che hanno devastato il territorio. Il fiorente settore vitivinicolo è forse il più osteggiato da quelle parti. (A cura di Valerio Martorana)