Rapine a camionisti che trasportavano pesce, cinque arresti nel Palermitano

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La Polizia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su proposta della Procura di Palermo, ha tratto in arresto Giovanni Cerrito di 39 anni, Domenico Amari di 44, Francesco Paolo Amari di 25, e Giuseppe Celauro di 24, tutti residenti a Villabate ed Emilio Marchese di 36 anni, originario di Castelvetrano nel 1982 ma residente a Bagheria, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale “Pagliarelli” di Palermo per altra causa, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere e della commissione di due violente rapine a danno di autotrasportatori del settore ittico.

L’indagine è stata condotta dai poliziotti della sezione “Reati contro il patrimonio” della Squadra Mobile. In particolare, secondo l’accusa, Cerrito Giovanni, Francesco Paolo Amari e Celauro ,che dovranno rispondere anche del reato di associazione per delinquere, il 14 giugno del 2017, hanno realizzato la rapina di un container contenente 24 tonnellate di totani surgelati, del valore di circa 70.000 euro, a Carini. In quell’occasione i tre rapinatori, per impossessarsi del carico di pesce, avevano anche procurato lesioni ad uno dei trasportatori.

noltre, Francesco Paolo Amari e Celauro, avvalendosi della collaborazione di Domenico Amari Domenico e Marchese, sempre con le medesime modalità, il successivo 22 agosto, a Termini Imerese, presso l’area di servizio di “Caracoli”, avrebbero compiuto un’altra rapina ai danni di un autotrasportatore, impossessandosi di un container contenente 138 quintali di gamberi surgelati, per un valore di circa 170.000 euro.

In entrambi i casi, i banditi hanno approfittato della circostanza che le vittime avessero raggiunto il luogo della consegna del loro carico con abbondante anticipo e che fossero quindi in sosta, nel primo caso, dinanzi la sede della ditta consegnataria, nel secondo, presso un’area di servizio.

Analoghe le modalità delle aggressioni che sono valse ai cinque, oltre che l’accusa di rapina aggravata, anche quelle di lesioni personali e sequestro di persona. Gli autotrasportatori, colti di sorpresa nell’abitacolo dei loro rimorchi, sono stati tirati giù dai mezzi e costretti, faccia a terra, per svariati minuti, tempo necessario a sostituire la motrice con un secondo vettore che ha trasportato il carico in zona “sicura”. Le vittime sono state, inoltre, condotte lontano dal luogo della rapina ed abbandonate su strada. Indagini sono in corso per scoprire quale sia stata la destinazione finale del grosso carico di prodotti ittici.