Raqqa liberata, preoccupazione per il rientro dei foreign fighter

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Raqqa, la capitale siriana del sedicente Stato islamico è finalmente caduta. Ne hanno dato oggi notizia le forze a maggioranza curda alleate degli Usa. L’annuncio è stato fatto in una conferenza stampa nello stadio della città, già usato dai miliziani dell’Isis come prigione e luogo di tortura.

Le Forze democratiche siriane (Sdf), a predominanza curda, hanno annunciato la cessione della città ad un consiglio formato da esponenti locali e la presenza di capi tribali arabi. Questa etnia, infatti, e non quella curda, è maggioritaria a Raqqa. “La nostra vittoria è contro il terrorismo”, ha affermato Talal Sillo, un portavoce delle Sdf.

In Occidente la notizia è stata ovviamente accolta con soddisfazione, anche se si ravvisa il pericolo di un colpo di coda dei jihadisti. Si è riunito ad Ischia, infatti. il G7 dei ministri dell’Interno proprio per  evitare che dopo la presa di Raqqa, l’Europa e l’Occidente subiscano un’invasione di foreign fighter.

A confermarlo è il ministro dell’Interno, Marco Minniti, durante la conferenza stampa del vertice ministeriale del G7. “Il primo obiettivo che ci siamo dati, dopo la presa di Raqqa, è di evitare che l’Europa e l’occidente subiscano un’invasione tra Foreign Feighters. Da questo punto di vista è fondamentale la cooperazione con i paesi del Nord Africa. Abbiamo quindi deciso di raccogliere e condividere le informazioni con un forte coordinamento. Raqqa stessa può diventare una straordinaria miniera di informazioni per le nostre forze di intelligence. C’è pieno accordo su questo. Dobbiamo rafforzare la cooperazione dell’intelligence e contestualmente raccogliere prove che i nostri tribunali possano usare per incriminare i foreign fighter” – ha detto Minniti.