Reddito di cittadinanza: insufficienti le risorse previste dal governo

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reddito di cittadinanza

L’introduzione del reddito di cittadinanza assorbirebbe più risorse di quelle previste dal governo Lega-Cinquestelle. A sostenerlo è un’indagine Svimez, l’associazione per lo sviluppo del’industria nel Mezzogiorno.

Secondo i calcoli degli analisti dell’associazione, per erogare il reddito di cittadinanza nelle regioni del Sud Italia, cavallo di battaglia del M5S, sarebbero necessari 10 miliardi e 29 milioni, di cui oltre 3 miliardi andrebbero in Campania e 2,7 miliardi in Sicilia e 1,1 in Calabria. Ma le risorse previste dal governo, per l’intero territorio nazionale, ammontano soltanto a 9 miliardi nel 2019.

Il Mezzogiorno da solo, in base a queste stime calcolate per i 9 mesi del 2019 successivi alla prevista entrata in vigore della misura (aprile 2019), assorbirebbe circa il 75 per cento delle necessità.

In particolare, sulla base dei calcoli Svimez, sono 1.283.400 i potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza al Sud, di cui 391.300 sono in Campania. Seguono 342.800 in Sicilia, 214.600 in Puglia, 143.900 in Calabria, 107.000 in Sardegna, 43.800 in Abruzzo, 28.600 in Basilicata e 11.400 in Molise.

Svimez in primo luogo ha stimato la platea dei potenziali beneficiari della misura in base partendo dall’ipotesi di garantire un reddito minimo mensile di 780 euro per una famiglia con un solo componente. La base dati utilizzata è quella INPS relativa alle dichiarazioni ISEE (in particolare le elaborazioni sono state effettuate sul Rapporto di Monitoraggio 2016).

Poi ha fatto una ripartizione territoriale delle famiglie con dichiarazione compresa tra i 0 e 9.000 euro (750 euro mensili circa). “I nuclei familiari potenzialmente beneficiari distinti per classi di reddito ISEE sono 2,5 milioni circa di famiglie italiane, di cui circa il 50% è localizzato nelle regioni meridionali. Va tuttavia rilevato – spiega Svimez – che il peso del Mezzogiorno, risulta superiore nelle prime due fasce di reddito e in particolare in quella compresa tra 0 e 300 euro. Con riferimento, in particolare, alla classe 6-9000 euro va rilevato che sono una parte di tale famiglie sarà realmente interessata dal reddito di cittadinanza, in quanto in una situazione reddituale assai prossima alla soglia. Nel caso di famiglie con casa di proprietà, il reddito figurativo, stimato nelle dichiarazioni del governo in circa 280 euro, determinerebbe la fuoriuscita dalla platea”.

“Dunque delle 690 mila famiglie circa comprese in quest’ultima fascia di reddito si stima che circa 180 mila non abbiano diritto al sussidio, in quanto proprietarie di casa e con al massimo 3 componenti”, prosegue l’associazione.

Proprio in attesa dei dettagli di uno dei provvedimenti di punta del M5S, Svimez nelle settimane scorse aveva effettuato una stima di impatto del reddito di cittadinanza. Considerando una spesa pari a 8 miliardi di euro, al netto del miliardo destinato alla riqualificazione dei centri per l’impiego, la misura consentirebbe di ampliare significativamente la platea dei fruitori, ma non di garantire il raggiungimento della soglia dei 780 euro indicata dall’esecutivo.

“In base alle nostre stime – aveva fatto sapere Svimez – il raggiungimento di tale soglia richiederebbe uno stanziamento di circa 15 miliardi di euro”.