Regionali in Sicilia, il Pd resta in attesa del candidato centrista

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Regionali in Sicilia, gli schieramenti alle prese con i mal di pancia interni. Il centrosinistra insegue il “modello Palermo” che ha portato alla vittoria di Leoluca Orlando con un’ampia coalizione di liste. Il centrodestra, con Nello Musumeci già in campagna elettorale, è alle prese con i distinguo di Forza Italia. Entrambi gli schieramenti attendono le mosse di Angelino Alfano, piazzato con Gianpiero D’Alia, in posizione di attesa.

La trattativa dei centristi procede sottotraccia e i veti dall’una e dall’altra parte (ma anche i malumori dentro Alternativa popolare) che bloccano l’intesa. Sia Ap che il partito di Casini e D’Alia hanno annunciato per la prossima settimana la presentazione del loro candidato. I nomi più accreditati sono quelli dello stesso D’Alia, di Giovanni La Via o Dore Misuraca.

L’indicazione di un candidato centrista è un meccanismo che disinnescherebbe la tensione interna ad Ap tra chi vuole un’alleanza con il centrodestra e chi, invece, guarda al Pd.  Alfano dunque per ora tiene aperta ogni possibilità, anche se la trattativa sembra molto più avanzata con il centrosinistra, dove i renziani non riescono ancora ad esprimere una candidato credibile per il dopo Crocetta. I bene informati riferiscono che a Roma si sarebbe ragionato, su di un accordo nazionale, a partire dalla soglia di sbarramento al 3 per cento nella legge elettorale. Ma se su un nome centrista potrebbe convergere il Pd, in casa Dem si continua a preferire una soluzione “civica”, sarebbe pronto a correre, infatti, il rettore dell’università di Palermo Fabrizio Micari.

Su un candidato governatore centrista, infatti, potrebbe arrivare il no della sinistra. “Noi – afferma Mdp con Francesco Laforgia – non staremo in un’alleanza con Alfano o che non preveda un riscatto vero per la Regione”. Dal Pd assicurano che il dialogo (per il quale è impegnato dal Nazareno Lorenzo Guerini) è in corso e che è possibile arrivare a un’intesa sul modello Palermo, da Leoluca Orlando ad Alfano, che sceglierà “il candidato più idoneo”.

Se si creasse uno stallo, fonti Dem non escludono che anche per le regionali in Sicilia si opti per primarie di coalizione: “Sono possibili, anche se non probabili”. Intanto nel partito si segnalano contatti tra dirigenti di maggioranza e di minoranza, per garantire un lavoro unitario ed escludere spaccature sull’ipotesi di accordo con Alfano.

Quanto al centrodestra, Forza Italia – che la prossima settimana scioglierà la riserva – tiene accesa la fiammella del dialogo con i centristi e una lieve apertura sembra venire da Giorgia Meloni: la sua posizione è che se il suo candidato Musumeci, nel costruire la coalizione, lo riterrà opportuno, si potrebbe accogliere una lista di alfaniani spogliati del simbolo di Ap, sul “modello Liguria”. La leader di Fdi precisa poi che resta il no all’alleanza con “chi ha tradito gli elettori” e governato con Crocetta in Sicilia e il Pd a Roma.

Ma correre senza il simbolo in Sicilia per Ap è una proposta inaccettabile. Stringere un accordo a Palermo con chi pone il veto a livello nazionale, sottolinea l’alfaniano Fabrizio Cicchitto, non è proponibile. Meglio, dice Cicchitto, correre da soli.