Regione assente, Comuni in crisi: Orlando propone la “gogna” per i responsabili

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I Comuni siciliani sono al collasso e la Regione non riesce ad essere un interlocutore istituzionale. A lanciare l’attacco alle politiche dei governi nazionale e regionale è il sindaco di Palermo e presidente dell’Anci Leoluca Orlando nel corso di un’assemblea con molti sindaci dell’isola, riuniti in un albergo palermitano.

“La Sicilia versa in uno stato di ‘calamità istituzionale’, il problema non è più economico o politico, ma istituzionale” – ha affermato Orlando. “Il problema in Sicilia non è più economico ma istituzionale, non c’è più tenuta istituzionale. I Comuni – ha spiegato il presidente dell’Anci – non hanno interlocuzione con la Regione. Ecco perché abbiamo deciso di lanciare un progetto di ‘salute pubblica’ nell’interesse dei cittadini. Abbiamo predisposto una sorta di resoconto delle criticità e dei punti più volte ripetuto con riferimento al federliasmo fiscale, ad esempio, o all’acqua e rifiuti, precariato”. Un cahier de doleance che verrà reso noto il prossimo 21 aprile a Caltanissetta, data in cui è fissata una assemblea con tutti i primi cittadini siciliani. 

E in quella occasione Orlando proverà anche a mettere alla “berlina” i parlametari eletti sul territorio. “Durante l’assemblea regionale con tutti i sindaci – ha infatti annunciato – presenteremo una grande mappa della Sicilia dove scriveremo i nomi di tutti i responsabili dello stato in cui versano i comuni dell’isola. Metteremo i nomi di tutti i deputati, regionali o nazionali di ogni provincia, perché appaia chiaro di chi è la responsabilità. I cittadini  – ha aggiunto – devono conoscere i nomi dei responsabili in modo che ognuno sappia con chi deve prendersela”.

 Un colpevole, per la verità, l’ha individuato il sindaco di Enna, Paolo Garofalo. E’ l’intero parlamento siciliano. “Chiediamo le dimissioni di un’Ars che non vuole legiferare, poi ci pensiamo noi a governare il territorio, lì vedremo chi è corrotto o no – ha urlato Garofalo nel corso dell’assemblea -. Chi non sa legiferare abbandoni, è inutile non ce la facciamo più. Crocetta è un alibi dell’Ars. E’ un alibi perché per legiferare non serve il governo ma il parlamento”.

Preoccupato, invece, il sindaco di Ventimiglia, Antonio Rini: “Prima a farci chiudere era la mafia ora a farci chiudere è lo Stato, mi dispiace dirlo ma è la verità”. Il primo cittadino è alle prese, come gli altri suoi colleghi, con gravi problemi di bilancio e attacca: “La Regione mi deve dare oltre 600 mila euro”.

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