Rifiuti e corruzione, Orlando: “Bisogna fare pulizia in Rap, subito trasferimenti”

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“L’arresto di queste ore è la conferma di ciò che denunciamo da tempo: la presenza assolutamente anomala di privati come Ecoambiente nella discarica di Bellolampo dove era stata collocata per disposizione del governo regionale, in particolare dal dipartimento rifiuti, con la nostra opposizione, perché era stata scelta senza una gara pubblica, l’abbiamo allontanata e cacciata e nonostante questo, qualche mese fa, lo stesso dipartimento regionale rifiuti ci è tornato a dire che se avevamo bisogno dovevamo rivolgerci a Ecoambiente che ci era stata anche prima imposta con un’ordinanza dal dipartimento rifiuti”. Lo ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando nel corso della conferenza stampa convocata a palazzo delle Aquile, con il presidente Giuseppe Norata e il direttore generale Roberto Li Causi, dopo l’arresto per corruzione di Vincenzo Bonanno, funzionario della Rap, azienda partecipata dal comune, nella discarica di Bellolampo.

Ecoambiente Italia srl è la società siracusana, amministrata da Daniela Pisasale, una delle tre persone arrestate dalla Dia, che ha lavorato a Bellolampo fino al 31 maggio 2019 per la gestione di un impianto mobile di Tmb per il trattamento dei rifiuti indifferenziati che poi vanno portati in altra discarica, visto che ancora a Bellolampo non si riesce a realizzare la settima vasca in una città come Palermo che produce mille tonnellate di rifiuti al giorno.

“Ora bisogna fare pulizia anche all’interno di Rap – ha sottolineato il sindaco – Ho il dovere di sollecitare a Rap la pulizia della città e la Rap ha il dovere di farlo, ma anche di fare pulizia al suo interno. Ho dato indicazione di ruotare tutti i dirigenti e i dipendenti di Bellolampo che saranno trasferiti così come quelli di tutte le altre partecipate, non un solo dipendente di quelli attuali resterà a lavorare a Bellolampo. Andranno via tutti”.

Roberto Li Causi, dirigente generale di Rap, ha aggiunto che “da qualche mese ho istituito un ufficio di ‘internal auditing’ in modo da controllare i processi interni, e che stranamente non era mai stato istituito”.