Rifiuti, Musumeci: “Situazione gravissima, dopo vent’anni l’emergenza è strutturata, discariche al collasso”

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“Come governo ci siamo dati una regola: compiere una operazione verità; prima della terapia serve una diagnosi che deve essere spietata senza attribuire responsabilità ad altri. Dopo trenta giorni di attività del governo credo di poter dire che la situazione della gestione dei rifiuti in Sicilia è assai grave. Parlare di emergenza di fronte a un problema che si trascina da vent’anni è fare un torto alla lingua italiana. Preferisco usare un ossimoro, un’emergenza strutturata”. Lo ha detto il governatore della Regione Siciliana Nello Musumeci incontrando i giornalisti a Palazzo d’Orleans per chiarire in quale stato si trova l’emergenza rifiuti nell’Isola.

A fianco al governatore Musumeci, uno dei massimi dirigenti della Regione, Salvo Cocina, che è il nuovo capo del dipartimento dell’assessorato all’Energia e rifiuti e che “la giunta l’ha nominato nella sua ultima seduta del 2017”. Cocina lascia la Protezione civile.

“Il primo problema è rappresentato dalla discarica palermitana di Bellolampo. E’ questa la scadenza più preoccupante. Siamo a un punto di non ritorno: fra un mese, se nulla cambia, buona parte della Sicilia occidentale non avrà più dove scaricare i rifiuti”, ha aggiunto Musumeci.

“A Bellolampo c’è la crisi più grave, ma sullo sfondo la crisi è generalizzata. Tutte le discariche siciliane sono prossime al collasso. Abbiamo a disposizione due milioni di metri cubi di spazio. Se pensate che ogni giorno alle discariche arrivano 5 mila tonnellate di rifiuti, è sufficiente fare un piccolo calcolo per capire che a settembre non avremo più dove mettere i rifiuti in tutta la Sicilia”, ha sottolineato il governatore Musumeci.

Numeri che sono legati allo scarso livello raccolta differenziata. “Noi portiamo in discarica l’80% dei rifiuti, la Lombardia il 4%, il Veneto il 10% – ha aggiunto Musumeci -. In Sicilia siamo al 15% di differenziata”. Il presidente della Regione ha anche evidenziato come sono “un centinaio i comuni che superano il 50% di differenziata ma ne restano altri 290” e ha aggiunto: “la cosa più grave è che a non fare la differenziata sono le città metropolitane di Palermo, Messina e Catania”.

“Ho bisogno di scongiurare il collasso di Bellolampo. Ho bisogno di poteri straordinari anche solo momentanei, per otto o dieci mesi, e anche solo per Bellolampo e all’intervento sui comuni inadempienti. Chiederò giovedì al presidente del Consiglio dei ministri Gentiloni la dichiarazione dello stato di emergenza ambientale per Bellolampo e per l’intervento sui Comuni. Per la settima vasca ci vogliono sei, sette mesi ma con i poteri straordinari i tempi si potrebbero accorciare”.

“In Sicilia nel settore rifiuti stiamo vivendo una situazione straordinaria che non può essere affrontata con strumenti ordinari. La regione è competente solo in materia di pianificazione e controllo”. Musumeci ha affermato che  la competenza sui rifiuti in Sicilia deve andare alle ex Province, oggi enti di area vasta. Per il governatore è necessario riformare la legge 9 del 2010, che istituisce le società di regolamentazione del servizio di gestione della raccolta dei rifiuti.

“Questa legge va fatta entro la primavera – ha detto Musumeci – e la giunta sta predisponendo un suo disegno di legge”. Per Musumeci occorre “un nuovo piano dei rifiuti, potenziare la differenziata, trovare soluzioni per i debiti degli Ato e incentivi alle imprese che utilizzano materiali riciclati: questo si può fare con poteri ordinari; ho trovato un dipartimento spopolato”. (in collaborazione con Italpress)