Rifiuti, Crocetta: “Basta ostacoli a riforma o travolti da monnezza”

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cumuli di rifiuti ad enna

“Dal 31 dicembre 2015 al 31 dicembre del 2016 passiamo da una differenziata che in Sicilia era al 12,53% e oggi passa al 21,5%”. E’ il dato dell’incremento della raccolta differenziata in Sicilia diffuso nel corso di una conferenza stampa dal presidente della Regione Rosario Crocetta.

“Un dato straordinario – ha commentato il governatore – se teniamo conto anche del dato di giugno 2016, quando è scoppiata l’emergenza rifiuti in Sicilia ed eravamo al 15,41%, abbiamo realizzato da allora ben 6 punti in piu’, abbiamo super rispettato gli obiettivi”. Secondo Crocetta “il governo regionale si propone di trasformare la Sicilia in un modello fortemente innovativo sul piano del trattamento dei rifiuti e raggiungere il decremento delle discariche pubbliche e private con un attenzione particolare al cambiamento del modello di raccolta differenziata”.

Crocetta, che ha rivendicato un robusto aumento della differenziata dal 12,5 al 21,5%, ha indicato tre strade per risolvere l’emergenza rifiuti in Sicilia, tra cui un’ipotesi legislativa, per la quale ha lanciato un appello al parlamento regionale: “Non si bocci la legge, si creerebbe un forte danno per i siciliani. Sono preoccupato per i tempi e per le discussioni discussioni infinite all’Ars, spero ci si renda conto che dobbiamo strutturare un sistema di emergenza sui rifiuti”.

Un’altra ipotesi studiata dal governatore e’ la nomina di commissari ad acta nelle strutture che gestiscono i rifiuti. La terza ipotesi sarebbe una delega specifica che viene dalle Società di regolamentazione, attraverso i protocolli di intesa.

“Il problema – ragiona Crocetta – è che ci sono gli Ato, talmente indebitati che nel momento in cui trasferiamo risorse ai medesimi vengono subito aggradite dai creditori e non riusciremo a fare le gare. Dovremo avere un’impennata e perfino uno slancio di coraggio: se aspettiamo che il sistema si regolarizzi da solo, finiremo travolti da una montagna di rifiuti. O si risolve questa vicenda normativa o noi ci assumeremo gravi responsabilità e il modello ci sara’ imposto da Roma, al di fuori della nostra volontà”.