Rifiuti, a Trapani reintegrati dal giudice 15 lavoratori dell’ex Ecoburgus

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Sono stati reintegrati nella New System Service dopo il licenziamento, i 15 lavoratori ex Ecoburgus, che si occupavano della raccolta differenziata a Trapani, grazie a una decisione del giudice del lavoro del Tribunale della città. “Come avevamo più volte sottolineato – spiegano Dionisio Giordano segretario regionale Fit Cisl Ambiente e Giovanni Montana segretario Fit Cisl Trapani  -,  il passaggio dei lavoratori tra la ditta uscente e quella subentrante è un diritto che la società avrebbe dovuto riconoscere senza il ricorso al Tribunale. Purtroppo, abbiamo riscontrato indifferenza e scarsa capacità di ascolto da parte del Comune di Trapani, quale stazione appaltante. Questo atteggiamento non ha fatto altro che causare, in questi mesi, un servizio poco efficiente perché svolto dalla metà della forza lavoro e una spesa ulteriore per la società che dovrà pagare i lavoratori anche per il periodo trascorso”.

“Siamo soddisfatti per la sentenza – aggiungono Giordano e Montana -,  che avremo cura di inoltrare a tutti gli enti locali della Sicilia per ribadire, qualora ce ne fosse bisogno,  la centralità dell’articolo 6 del contratto di categoria che prevede il transito di lavoratori nei passaggi di gestione,  e delle norme nazionali sul passaggio dei lavoratori anche a seguito di affidamenti d’urgenza legati a ordinanze emanate dai comuni in casi di emergenza. Ci rammarica il fatto che i lavoratori siano stati costretti ad agire per le vie legali per ottenere il riconoscimento di un diritto chiaramente espresso nei principi normative e contrattuali. Questa sentenza – concludono i due segretari – conferma la bontà delle nostre ripetute richieste di intervento all’Autorita Anticorruzione e alla magistratura sul tema dei rifiuti in Sicilia, proprio al fine di restituire legittimità in un settore in cui si addensano le ombre del malaffare. Come Cisl continueremo a denunciare la totale assenza di governance regionale mista all’inadeguatezza di molti amministratori locali e alla spudoratezza di alcune imprese operanti nel settore”.