Riforma elettorale: passa il sindaco col 40% e l’Ars si aggiorna a sabato

0
16
spese pazze all'ars
Palazzo dei Normanni

“Ci sono questioni tecniche da approfondire, perché ci sono passaggi della legge complessi”. Con questa argomentazione il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha chiuso i lavori dell’aula, dando il compito agli uffici della commissione Affari istituzionali di valutare gli aspetti più delicati del testo e rinviando la seduta parlamentare per l’esame della riforma elettorale a sabato  alle 11 a Sala d’Ercole .

L’obiettivo della presidenza dell’Ars è di approvare sabato almeno l’intero articolato, quindi l’aula dovrebbe essere aggiornata a lunedì prossimo per il voto finale del disegno di legge per procedere poi alle variazioni bis.

L’Ars ha approvato un emendamento all’articolo 2 del ddl di riforma della legge elettorale che indica la soglia del 40% per i ballottaggi: in pratica, il candidato sindaco che supera il 40% dei voti è eletto direttamente, senza ballottaggio. L’emendamento è stato presentato dalla commissione Affari istituzionali. In caso di più candidati che superano il 40% viene eletto il candidato più votato: l’Ars ha anche approvato un emendamento del Movimento 5 Stelle che prevede, in caso di parità di voti, l’elezione del candidato sindaco più giovane invece del più anziano. L’Ars ha inoltre cancellato l’articolo che prevedeva la possibilità del terzo mandato. Poco prima del voto sull’articolo 2, era stato bocciato un emendamento che indicava la soglia dei ballottaggi al 35%.

L’Ars ha approvato l’articolo 3 del ddl che prevede la riforma della legge elettorale. In particolare, l’articolo approvato prevede che il premio di maggioranza in consiglio comunale viene assegnato, in caso di elezione del sindaco a primo turno, o alla lista o alla coalizione ad esso collegate che abbiano raggiunto il 40%. In questo caso otterranno il 60% dei seggi. Sempre l’articolo 3 prevede che al primo dei non eletti fra i candidati alla carica di sindaco venga riservato un seggio nel consiglio comunale.

“La fregola con la quale la maggioranza del presidente Crocetta all’Ars ha voluto dibattere ad agosto su una nuova legge elettorale per i comuni fa comprendere come tra i sostenitori dell’attuale governatore ci sia disinteresse totale per i veri problemi della Sicilia e dei suoi cittadini. Davanti a tanta gente che soffre, si parla ad agosto di come eleggere e sfiduciare i sindaci”. Lo dice Vincenzo Figuccia, vice capogruppo di Forza Italia all’Ars, commentando i lavori d’Aula.

“Cercano di fermarci a tutti i costi, ma non si rendono conto che tutto gli si ritorcerà tutto contro. La gente non è stupida e in cabina elettorale reagirà a quella che percepisce come un’enorme ingiustizia: quello che stanno varando è il ‘truffarellum'”. Così Giancarlo Cancelleri del M5S all’Ars commenta gli articoli della riforma elettorale finora approvati che con il trascinamento cerca di favorire l’accozzaglia di liste e la ‘santa alleanza’ fatte in chiave anti-movimento. “Viene sancita oggi in Sicilia – dice – la nascita del Partito della Nazione invocata da Renzi. Una bruttissima riforma fatta tenendo fuori la maggiore forza politica isolana venuta fuori dalla urne nel 2012”.

“La soglia del 40 per cento stabilita per l’elezione del sindaco al primo turno – afferma Francesco Cappello – è la morte della democrazia. Di fatto in Sicilia viene stravolto un principio matematico: vince la minoranza”. Molto negativo il commento di Cappello anche sull’effetto trascinamento. “Questo meccanismo – dice – equivale al sequestro della volontà dell’elettore, che si vede costretto a votare sindaco e consigliere dello stesso schieramento”.

Dall’indomani del consenso ottenuto dal M5S alle elezioni comunali – dice la capogruppo Angela Foti – i partiti hanno gettato la maschera e scelto di imporre la loro legge elettorale, tentando tra mille spaccature interne di garantirsi dei vantaggi anche a costo di erodere pezzi di democrazia. Tutto questo non ci spaventa”. 

“L’Ars ha partorito il topolino, si chiama Trinacrium ed è un’occasione perduta. Avevamo esultato alla rivoluzione democratica che era l’eliminazione dei ballottaggi, che tra l’altro avrebbe anche fatto risparmiare tanti soldi, ma purtroppo la miopia del Pd, che si è dovuto piegare alle logiche romane, unitamente alle furberie dei grillini, ha buttato tutto all’aria. La soglia del 40% è un’idiozia o forse è una furbata, non lo so; quello che so è che in un sistema terzopolista non serve a nulla”. Così Gianfranco Miccichè, commissario di Forza Italia in Sicilia, commenta il via libera dell’Ars a un emendamento che prevede l’elezione del sindaco senza ballottaggio se raggiunge la soglia del 40%. Un provvedimento di cui, secondo Miccichè, a fare le spese saranno i siciliani “le cui città rischieranno di non essere più guidate dai sindaci che veramente vogliono ma da quelli agevolati da un sistema elettorale ormai superato e, che proprio per questo, andrebbe radicalmente modificato. L’Italicum in salsa sicula – conclude – è servito, ma noi, di questo pane, non ne mangiamo. Piddini e pentastellati, pensano di conquistare così i comuni siciliani ma noi faremo muro, un muro duro e difenderemo la Sicilia dai piccoli Crocetta e dai futuri Pizzarotti”.