Assemblea regionale siciliana riparte: venerdì 15 a Sala d’Ercole si elegge il Presidente

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esercizio provvisorio
sala d'ercole

Dopo un mese e 10 giorni dalle elezioni, è il grande giorno. Venerdì 15, alle 10, l’Assemblea regionale siciliana si riunirà per la prima seduta della XVII legislatura. La campanella del parlamento più antico d’Europa suonerà per accogliere, per la prima volta dopo il taglio al numero dei parlamentari, 70 deputati anziché 90.

Trentasei deputati di maggioranza: 14 di Forza Italia, sei Udc, sei Popolari e Autonomisti, sei Diventerà Bellissima, uno Lega e due Fdi, più il presidente della Regione Nello Musumeci. Ma il partito con più parlamentari sarà quello del Movimento Cinque Stelle che potrà contare su 20 eletti. All’Ars siederanno anche undici parlamentari del Pd, due del Pdr e Claudio Fava, unico deputato eletto nella lista Cento Passi.

A guidare il gruppo dei Pentastellati all’Ars dovrebbe essere Valentina Zafarana mentre nel Pd la scelta potrebbe ricadere su uno fra Giuseppe Lupo, Baldo Gucciardi e Luca Sammartino. Gli azzurri hanno scelto Giuseppe Milazzo; l’Udc ha eletto suo capogruppo Margherita La Rocca Ruvolo e Diventerà Bellissima punterà su Alessandro Aricò.

A confluire nel gruppo Misto (per formare un gruppo sono necessari 5 deputati) saranno sicuramente Claudio Fava, che torna all’Ars dopo la sua esperienza nel 1991; Tony Rizzotto, primo deputato della Lega a sedere sugli scranni di Sala d’Ercole; Elvira Amata e Gaetano Galvagno, entrambi eletti con Fratelli d’Italia. Resta da capire Diventerà Bellissima accoglierà nel suo gruppo i due deputati di Fratelli d’Italia, in questo caso un gruppo di otto deputati di Destra potrebbe dire la sua.

Nel frattempo, tante chiacchiere e colloqui ma nessuna intesa istituzionale tra maggioranza e opposizioni, ancora. Rimane una incognita l’elezione del presidente dell’Ars, in calendario venerdì mattina come punto all’ordine del giorno. Al primo turno servono i 2/3 dei voti, numeri che il centrodestra non ha per raggiungere subito l’obiettivo. Quindi si guarda alla seconda votazione, con la maggioranza assoluta. Ma neppure in questo caso ci sono certezze per Gianfranco Miccichè, candidato ufficiale allo scranno più alto di sala d’Ercole.

Il centrodestra conta su 36 voti, ma per problemi personali potrebbe essere assente il deputato Pippo Gennuso e poi c’è l’incognita dei franchi tiratori. Per regolamento la prima e la seconda votazione si terranno venerdì, anche se il presidente pro tempore, Alfio Papale perché più anziano, potrebbe anche rinviare la seconda a lunedì, rinvio che non ha precedenti.

Secondo quanto risulta all’ANSA, Miccichè avrebbe avuto colloqui senza però aprire, in questo momento, a quell’intesa istituzionale verso cui guardano sia il Pd sia il M5s che nel pomeriggio ha riunito il gruppo parlamentare per definire la linea. Esponenti del M5s hanno avuto contatti informali con alcuni deputati del Pd che avrebbero confermato la decisione del partito di non fare accordi sottobanco col centrodestra. Senza intesa istituzionale, dunque, l’elezione rimane una incognita. Negli ambienti dell’opposizione c’è chi ipotizza l’uscita dall’aula al momento della seconda votazione. Ma nulla è ancora deciso. Se si andasse alla terza, per Miccichè la strada potrebbe essere ancora più in salita. Il commissario di Forza Italia però è fiducioso di potercela fare.

Appello di Margherita La Rocca Ruvolo, capogruppo dell’Udc, alla vigilia dell’insediamento del parlamento regionale: “La legislatura regionale parta con un pieno rispetto delle regole e delle prassi. E’ il primo step, ma va compiuto con responsabilità. Per le scelte nell’Ufficio di Presidenza è evidente, per l’Udc, che le opposizioni vadano coinvolte. Il ragionamento sulle nomine da effettuare con il voto del parlamento regionale deve essere ampio e senza steccati. Noi avremo questo approccio, ferme restando le prerogative della coalizione di maggioranza”.