Ritorna in campo il progetto del Ponte sullo Stretto, i dati e le cifre dell’opera

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Ponte sullo stretto

Il Ponte sullo Stretto torna al centro del dibattito politico in Parlamento. Alla Camera l’interrogazione della forzista Matilde Siracusano (in foto) sui lavori della Commissione ministeriale istituita a settembre dall’allora ministra Paola De Micheli, per la valutazione delle proposte progettuali per l’attraversamento dello Stretto ha fatto emergere alcuni importanti dati e cifre.

ponte sullo strettoPer il governo ha risposto il sottosegretario alle Infrastrutture, il leghista Alessandro Morelli, che ha spiegato che la commissione ha avviato la conclusione dei lavori per l’elaborazione della relativa relazione. La deputata di Forza Italia, nella sua replica, ha sottolineato come le risorse europee, in arrivo per il nostro Paese, potrebbero essere utilizzate, se non per il Ponte, visti i tempi stretti, per la realizzazione delle opere di collegamento, dato che la monumentale infrastruttura andrebbe nel senso della transizione ecologica, riducendo dell’80 per cento le emissioni di CO2 oggi prodotte dalle navi traghetto e dagli aerei che collegano la Sicilia al Continente.

Il Ponte sullo Stretto aprirebbe scenari inediti per tutto il Sud. Da Salerno a Reggio Calabria la linea ferroviaria diventerebbe ad alta velocità e, superato a 300 km/h il breve tratto di mare tra la Penisola e la Sicilia, una nuova linea ferroviaria andrebbe fino a Catania e poi a Palermo concludendo quel corridoio del Ten Network che parte da Oslo, arriva in Danimarca e scende dalla Germania all’Austria e arriva in Italia dal Brennero, e poi da Verona scende la penisola.

Passeggeri e merci, trasformerebbero Calabria e Sicilia in hub mondiale di turismo e commerci. Il gruppo leader WeBuild delle costruzioni che ha realizzato in due anni il ponte San Giorgio di Genova, punta tutto sul progetto di Eurolink che è già stato approvato nel 2011.

Ecco alcuni dati interessanti. Il costo dell’investimento, aggiornato al 2021, è di 8,56 miliardi, e la durata dei lavori di circa sei anni, sufficienti a realizzare la struttura a campata unica più lunga al mondo: 3,3 chilometri, mentre l’intero ponte sarebbe lungo 3,66 chilometri. La struttura, sostenuta da due torri alte 400 metri, è tarata per reggere eventi sismici del massimo livello, l’impalcato sarebbe di 61 metri, dove correrebbero 6 corsie stradali e due binari ferroviari. Il costo complessivo sarebbe così suddiviso: 6 miliardi sarebbero per la costruzione; 2.105 milioni di euro di oneri finanziari; 221 milioni costi della struttura in costruzione; 237 milioni riserva debito.

A questa cifra andrebbero aggiunti 1.344 milioni di opere accessorie, escluse le linee Tav. La leva finanziaria sarebbe al 90 per cento debito e al 10 per cento con mezzi propri, con risorse in arrivo da settori privato/pubblico, oppure soggetti a controllo pubblico non consolidati nel bilancio dello Stato come Rfi, Cdp e Anas.

Per lo Stato si avrebbero circa 8 miliardi di nuove entrate nella sola fase di costruzione, mentre nei 30 anni di gestione, sarebbero generate da tutto l’indotto entrate erariali per 107 miliardi, oltre a 118mila nuovi occupati tra assunzioni dirette e indotto, con un incremento dello 0,5 per cento del tasso di occupazione nazionale e un incremento dello 0,2 per cento del Pil italiano.

Il dibattito è come sempre aperto, un secco “no” al Ponte arriva dal pentastellato Mauro Coltorti, presidente della commissione Lavori pubblici e Infrastrutture del Senato.

In attesa che il ministro Enrico Giovannini dia il via libera alla relazione della commissione, l’unica certezza è che l’opera potrà accedere alle risorse messe a disposizione dai fondi comunitari, quindi le risorse non spese del Fondo Coesione e Sviluppo 2014-2020, pari a circa 30 miliardi di euro, le risorse del Fondo Coesione e Sviluppo 2021-2027 e le risorse del Fondo Reti TEN-T ferroviarie. A cui potrebbero aggiungersi quelle di Next Generation Eu. Ma bisogna partire in fretta per averne una parte. Da qui l’attesa per conoscere l’esito del lavoro della commissione ministeriale.