Il ritratto di Franca Florio di Giovanni Boldini torna a Palermo, fino al 20 maggio a Villa Zito

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donna franca florio

“Questa è una favola a lieto fine”, dice Raffaele Bonsignore presidente di Fondazione Sicilia davanti al quadro di Franca Florio. Per il ritorno a Palermo dell’opera di Giovanni Boldini sono stati costituiti un comitato d’accoglienza presieduto dal sindaco Leoluca Orlando, un comitato scientifico guidato da Vittorio Sgarbi ed è stato messo in piedi un grande evento artistico-mondano con altre iniziative collaterali come una mostra di abiti d’epoca e di auto reduci dalle prime edizioni della mitica Targa Florio, la più antica corsa automobilistica del mondo.

La più ammirata è una Ford T, costruita in 26 milioni di esemplari fino al 1927, che ha partecipato all’edizione della Targa del 1914. Tutte le attenzioni sono però rivolte al quadro di Boldini esposto a villa Zito, a cura di Matteo Smolizza, in un’atmosfera che richiama il fascino dell’epoca più florida quando Palermo era una capitale europea e il cuore di un’intensa vita culturale.

Il ritratto di Boldini torna a Palermo, dove resterà esposto fino al 20 maggio, dopo una lunga traversia prima artistica e poi giudiziaria. La tela diventata simbolo e icona della Belle Epoque + la terza versione di un ritratto cominciato nel 1901, rimodulato a ridosso della prima guerra mondiale e ultimato nel 1924. Gli ultimi studi hanno ricostruito la storia turbolenta dell’opera attorno alla quale sono fiorite le maliziose interpretazioni sulla gelosia di don Ignazio Florio, innescata da alcuni tratti licenziosi del ritratto, e sui rapporti agitati tra il committente e l’artista.

La versione definitiva della tela non arrivò mai a casa Florio, che intanto era stata travolta da una grave decadenza economica, e venne venduta nel 1927 da Boldini ai Rotschild. Finita negli Stati Uniti, tornò alla luce nel 1995 quando l’opera venne acquistata all’asta da Francesco Caltagirone Bellavista. Per alcuni anni è stata esposta a villa Igiea a Palermo ma, dopo il fallimento della società Acqua Marcia proprietaria dell’albergo, è stata di nuovo messa all’asta dal giudice fallimentare.

Per evitare che potesse finire fuori dalla Sicilia, i marchesi Berlingieri lo hanno pagato quasi un milione di euro. E lo hanno affidato alla Fondazione Sicilia per la mostra e per “condividerlo con la città”, dice Marida Berlingieri. “Fuori da qui sarebbe stato un quadro senza anima e senza storia”, commenta Costanza Hafan de Rivera, l’ultima nipote di donna Franca Florio. (ANSA)