Rivoluzione-Tram: ecco il ponte che cambia volto a un quartiere. LE FOTO

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(ph. pasquale ponente) Secondo gli ingegneri della Sis è “una delle più grandi opere ingegneristiche realizzate negli ultimi anni a Palermo”.

E in effetti basta dare uno sguardo alle immagini che arrivano da piazza Scaffa per avere un’idea dell’entità dei lavori per il nuovo ponte sul fiume Oreto, cominciati questa mattina.

La struttura in acciaio – 30 metri per 32, e oltre 500 tonnellate di peso – sostituirà il vecchio ponte “Teste Mozze” – che a sua volta era stato smontato e rimpiazzato con un ponte militare di tipo “Bailey” – e servirà per la linea 1 del tram: è da qui, cioè, che una volta concluso il progetto transiteranno sia le auto, nelle due direzioni di marcia laterali, che il tram, lungo il binario centrale.

Questa mattina si è aperto il cantiere per il posizionamento: il ponte, spinto da speciali martinetti idraulici, ha cominciato a muoversi, scorrendo su apposite slitte, per andare a occupare la sua posizione definitiva. Per il varo vero e proprio, però, bisognerà attendere: per il momento la struttura è agganciata a sostegni provvisori, ma entro tre giorni il ponte sarà poggiato sui suoi sostegni definitivi. Una volta ultimato il montaggio del ponte bimodale si passerà alle infrastrutture stradali e ferroviarie.

Il ponte bimodale è stato prodotto dall’azienda “Omba”, la stessa che ha realizzato i sovrappassi istallati lungo la circonvallazione. E secondo la Sis che l’ha progettata si tratta di un’opera all’avanguardia per Palermo. Che lo sia davvero lo dirà, però, solo il tempo: l’ultima parola spetta infatti ai palermitani, che promuoveranno o bocceranno il tram soltanto quando potranno finalmente sperimentarlo di persona. Solo allora potremo dire se sulla questione mobilità avrà avuto ragione l’amministrazione Orlando o i tanti (esperti e non) che ritengono quest’opera anacronistica e inutilmente costosa.

 Mobilità, in corso dei Mille la posa del nuovo ponte – la photogallery