“Rosalia è Palermo”, alla cattedrale trionfo per il teatro popolare: parlano i protagonisti del Festino

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Un tripudio di artisti palermitani ha reso omaggio alla Santuzza sul sagrato della Cattedrale, ieri in occasione del 391° Festino di Santa Rosalia. Iniziato poco dopo le 21, lo spettacolo diretto da Lollo Franco, ha visto in scena tanti artisti tra attori, ballerini e musicisti, tutti rigorosamente palermitani che insieme alla città, hanno reso omaggio alla patrona di Palermo rappresentando ed interpretando la storia della giovane Rosalia. Una rappresentazione teatrale con una scenografia d’eccezione, il prospetto e il cortile della cattedrale, dove l’unico grande effetto speciale è stato rappresentato dalla drammaticità del racconto: lo strazio della Santuzza dinanzi ad un destino imposto che non le appartiene, l’orrore della peste, la violenza della morte e la salvezza della fede.

Le voci dei protagonisti

Lollo Franco: “Abbiamo tentato di mettere insieme tutte le generazioni del teatro che hanno espresso in questi anni la nostra Palermo, da quelli più giovani a quelli che hanno girato l’Italia e l’Europa. Il tratto distintivo del Festino sarà la misericordia, il rapporto con gli ultimi, gli emarginati e nel carro sfileranno loro e diventeranno protagonisti. Io spero che si possa attraverso il carro, attraverso la Santa, attraverso la comunione tra clero e laicità, trasmettere il messaggio della misericordia e che la «masculiata» possa scuotere gli animi di questa città”.

Luigi Maria Burruano: “Per questo spettacolo Lollo Franco ha unito una melanconica compagnia di vecchi attori e speriamo di fare il meglio, per la Santa e per  Palermo. Le autorità locali dovrebbero sempre fare molta attenzione ai fenomeni artistici locali, perché è strano che Palermo non abbia una compagnia stabile, che rappresenti la città nei teatri Stabili , ma l’ensemble di attori riuniti oggi è un grande momento per la città”.

Salvo Piparo:  “Questo è un cerchio che si chiude. Abbiamo cominciato con il testo di Salvo Licata che racconta la storia di Rosalia in maniera burlesca fino ad arrivare alla storia del ‘700, dalla corte giullaresca a quella imponente dove visse Rosalia raccontata dai versi settecenteschi. Il lavoro fatto dai giovanissimi attori  insieme ai professioni,  rappresenta le generazioni che vanno avanti, si rinnovano e si proiettano verso il futuro”.

Santa Rosalia interpretata dalla giovane attrice della scuola di Lollo Franco Emilia Gagliardotto: “Sono molto fiera ed orgogliosa di rappresentare la Santa della città, ringrazio il mio maestro Lollo Franco per la fiducia nell’avermi affidato questo ruolo. Vedo in Rosalia una giovane ragazza che, sebbene possiede tutto ciò che si possa desiderare, nutre una profonda tristezza e insoddisfazione che placherà soltanto nel trovare Gesù, senza mai dimenticare la sua città a cui è profondamente riconoscente”.

Il ballerino e coreografo del Teatro Massimo Giuseppe Bonanno: “Abbiamo proposto delle coreografie ispirate al ballo di corte, declinate in uno stile neoclassico, realizzate grazie a giovani ballerini palermitani che hanno preparato le parti danzate in una sola settimana di lavoro”.

Il musicista e compositore Ruggero Mascellino: “Ho arrangiato tutto il chiave moderna mantenendo  lo stile delle tradizioni popolari. L’orchestra è composta da dodici elementi provenienti dal Conservatorio Vincenzo Bellini, dall’Orchestra Sinfonica e dal Teatro Massimo”.

La sand artist Stefania Bruno: “Ho fatto una forma di preghiera per poter rendere omaggio alla Santuzza nel modo migliore; ho tratto ispirazione dalla musica, dai ritratti della Santa e dal mio immaginario vendendola come una ragazza giovanissima con gli occhi languidi e i capelli lunghissimi”.