Sabrina Turano, la precaria di lotta e di governo che ha contestato Renzi

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sabrina turano al teatro politeama (foto igor petyx)

Sabrina Turano, 49 anni, agrigentina, è la donna che mercoledì, quando era l’ora di pranzo, dopo circa due ore di attesa per l’arrivo del Premier, si è alzata dalla platea del teatro Politeama di Palermo per chiedere un confronto pubblico al presidente del consiglio Matteo Renzi, mentre stava per cominciare il suo discorso ai rappresentanti della Coldiretti, chiamati a raccolta dall’assessore all’Agricoltura Antonello Cracolici.

La volontà dell’ispettore della polizia locale di Agrigento era in sostanza quella di consegnare una lettera al Premier a nome dei precari siciliani che da anni attendono la stabilizzazione negli enti locali. Sabrina Turano si è alzata dalla prima fila sbandierando il foglio di carta e gridando le proprie ragioni a Renzi, che tra l’infastidito e l’indifferente ha cominciato a stopparla. Il botta e risposta tra Sabrina Turano e Matteo Renzi non è sfuggito ai fotografi e alle telecamere presenti in teatro e adesso tanti video stanno impazzando sul web con centinaia di visualizzazioni.

Ma chi è Sabrina Turano? E soprattutto qual era il contenuto della lettera che avrebbe voluto consegnare nelle mani del premier e che invece è stata affidata al deputato regionale Giovanni Panepinto per far sì che si calmassero gli animi?. Sabrina Turano, sposata, ha due figlie, da mesi ormai nel Psi di Agrigento, vicina al segretario regionale Giovanni Palillo, è una delle “paladine” dei precari agrigentini che da anni attendono la definitiva stabilizzazione.

Sabrina Turano ha iniziato a lavorare nel corpo della Polizia locale nel 1996. “Il mio datore di lavoro è la Regione -afferma-. Sono entrata da un ingresso principale assieme ad altre persone, poi sono maturati i tempi per la stabilizzazione, ma nessuna legge fino ad ora mi ha permesso di porre fine allo stato di precariato. Non bisogna discriminare i lavoratori – prosegue – il Governo ci deve tutelare e mettere in pratica l’art.1 e l’art. 35 della Costituzione. Nel frattempo, abbiamo assistito alle manovre del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di stabilizzare i precari che lavorano al Quirinale mentre noi rimaniamo sempre in attesa”.

Sabrina Turano avrebbe voluto dare al Premier brevi manu un foglio, una “ricetta”, con una serie di suggerimenti, per fare fronte al problema del precariato. “Non ho avuto modo di confrontarmi prima col premier pur avendo chiesto un incontro, per cui, quando è salito sul palco ho colto l’occasione per parlargli del problema che vivo io e con me i 23 mila precari siciliani”, spiega Sabrina Turano che aggiunge: “La lettera aveva un contenuto positivo e propositivo. Il mio voleva essere un intervento per dimostrare che c’è la possibilità di superare il problema ed invece mi è stato detto dallo stesso Renzi che quella non era la sede adatta per parlarne. Mi chiedo allora quale sarebbe la sede opportuna. Ogni momento è quello giusto quando si parla di lavoro e di precariato”.

Sabrina Turano racconta di essere stata invitata al Politeama in qualità di rappresentante del Psi di Agrigento e di avere voluto approfittare dell’occasione per dialogare con il presidente del Consiglio e ricevere almeno un invito a parlarne magari in un incontro successivo. Invece, le parole ricevute da Renzi, arrivato in ritardo e quindi più preoccupato di seguire la scaletta per trasferirsi a Cinisi, sono state trancianti: “Avremo modo di parlare un’altra volta dei precari. Non credo che lei stia facendo molto per la sua causa”.

Così mentre il futuro dei precari siciliani resta incerto, al momento a Sabrina Turano, nonostante il Psi sia nella compagine governativa, resta la grande soddisfazione di essere stata l’unica a, diciamo, “contestare” Renzi. Una scelta che è stata premiata dai clic e dai “like” ai video, ricevuti soprattutto dai precari siciliani, che stanno spopolando sul web. Insomma, Sabrina Turano, di lotta e di governo, pronta a difendere le ragioni di chi vive nell’incertezza da una vita (sofia dinolfo/foto igor petyx)