Psi: “Una norma del ddl edilizia danneggia proprietari case”

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antonio malafarina

Il gruppo Psi dell’Ars prende le distanze dall’articolo 26 del ddl 841/A che recepisce le norme nazionali in materia di edilizia. “Sussisteva la necessità – spiega una nota – di superare problematiche burocratiche restrittive su una serie di edifici che pur essendo regolarmente autorizzati con licenza edilizia rilasciata dai Comuni, risulterebbero inesistenti per le sovrintendenze”.

“Ciò succede a seguito di interpretazioni eccepite da alcune sovrintendenze solo dal 2008 sulla vigenza dei piani paesaggistici ritenuti validi e vigenti con la semplice pubblicazione all’albo pretorio e non anche sulla Gazzetta ufficiale della Regione. Mentre i Comuni non conoscevano o non applicavano i piani paesaggistici – afferma Antonio Malafarina, deputato regionale del Psi – e provvedevano al rilascio delle concessioni edilizie, oggi i cittadini inconsapevoli che hanno rispettato le norme all’epoca vigenti si trovano di fatto a vivere in edifici fantasma con un abusivismo indotto dalla Regione, mentre su di essi i Comuni applicano tutte le tasse previste dalla normativa. Per ovviare a questo ridicolo stato di cose il Psi aveva proposto un emendamento con cui si ritenevano valide anche ai fini paesaggistici le licenze edilizie rilasciate dai Comuni, obbligando le sovrintendenze all’esame delle istanze proposte dai cittadini”.

“Invece – conclude Malafarina – la soluzione adottata nell’articolo 26, cosi come approvato, prevede che le sovrintendenze siano chiamate a valutare le compatibilità paesaggistiche sulle costruzioni. Cosi’ i cittadini che da anni pagano tasse comunali e quant’altro si troverebbero costretti a pagare sanzioni per le quali non hanno nessuna responsabilità, con l’ipotesi per assurdo, che ove non venga riscontrata la compatibilità paesaggistica su edifici esistenti da oltre 40 anni, questi divengano abusivi e come tale da abbattere o da sanare. Sono soluzioni burocratiche che non affrontano la realtà e che nel silenzio acquiescente dell’assessore Croce, spalleggiato dai componenti Pd e Cinquestelle della IV commissione Ars, non risolvono nessun problema”.