Salute, 11mila melanomi l’anno: terapia a bersaglio molecolare per 1 su 2

0
98

Un tumore maligno della pelle con un’incidenza in continua crescita, addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni, che nel nostro Paese si stima presenti circa 11.000 nuovi casi l’anno. E’ il melanoma, al centro degli incontri “Melanomi. Le differenze che contano” che a partire da lunedì 11 luglio stanno coinvolgendo i pazienti e i loro familiari nei principali centri ospedalieri di 6 diverse città Italiane: Genova; Napoli, Palermo, Bologna, Roma e Milano.

Negli ultimi anni, grazie ai progressi della ricerca scientifica, sono migliorate le conoscenze sui diversi tipi di melanoma ed e’ oggi possibile caratterizzare questa malattia a livello molecolare, ovvero del DNA. Si è scoperto così che i melanomi non sono tutti uguali, ma ne esistono di diversi tipi, ciascuno caratterizzato da differenze specifiche. Sono state identificate le mutazioni genetiche più frequenti che ne regolano la crescita cellulare, come ad esempio la mutazione a carico del gene BRAF, che riguarda circa il 50% dei melanomi, che implica un trattamento a bersaglio molecolare diretto alla mutazione specifica.

“Se finora la chemioterapia era considerata il trattamento standard nei pazienti con melanoma metastatico, oggi possiamo contare su un approccio farmacologico e multidisciplinare alternativo che tenga conto delle mutazioni genetiche e delle maggiori informazioni disponibili – precisa Paola Queirolo, Presidente Intergruppo Melanoma Italiano – e che dimostra una maggiore efficacia specialmente in quei casi in cui la diagnosi e’ precoce e il paziente contribuisce nella riduzione dei fattori di rischio. Ciò comporta un allungamento della sopravvivenza mediana del paziente e, allo stesso tempo, un miglioramento della qualità di vita”.