Sanatoria, Lentini: “Questione da riportare nel dibattito in aula all’Ars”

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Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la sanatoria votata dall’Ars sugli abusi compiuti nelle aree sottoposte a vincolo relativo, approvata con la legge 19 del 2021 relativa a ‘Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 in materia di compatibilità delle costruzioni realizzate in aree sottoposte a vincolo.

“La vicenda della sanatoria degli immobili costruiti nell’area a vincolo relativo, impugnata nei giorni scorsi dal governo nazionale, va riportata nel dibattito dell’aula dell’Assemblea regionale Siciliana”. Lo dice Totò Lentini, capogruppo degli autonomisti e popolari, il quale sottolinea come “la questione vada ridiscussa laddove ha avuto origine. E’ stata l’aula a votare quel provvedimento e dunque al di là delle posizioni politiche – sostiene Lentini – tutto deve ripartire da una discussione all’interno dell’Assemblea regionale. L’ipotesi proposta dall’assessore Toto Cordaro di ricorrere alla Corte Costituzionale non mi pare la via maestra, perché l’argomento non si può lasciare in balìa della non decisione, il Parlamento siciliano deve dare un ultimatum al governo Draghi, o sì o no”, conclude.

Venerdì scorso, giunta la notizia da Roma, l’assessore regionale all’Ambiente Toto Cordaro, aveva risposto così : “Restiamo certi della bontà e della coerenza giuridica della norma impugnata. L’articolo esitato favorevolmente dal Parlamento siciliano era stato dibattuto, trovandone piena adesione con tutti gli ordini professionali competenti (ingegneri, architetti, agronomi, geologi) e con i rappresentanti degli atenei siciliani. E prima di approdare in Aula aveva trovato il voto favorevole della Commissione Urbanistica dell’Ars e la condivisione dell’Ufficio legislativo della stessa Assemblea regionale”.

L’impugnativa era stata salutata con soddisfazione da Legambiente e dall’opposizione, come positivo stop alla sanatoria. “Chi oggi gioisce – riprende Cordaro – è nemico dei siciliani, ai quali finalmente, dopo venti anni, avevamo ridato certezza del diritto. Adesso dal governo nazionale e dal Parlamento ci attendiamo soluzioni a un problema che riguarda decine di migliaia di cittadini della nostra Isola e non soltanto un’impugnativa che ha il sapore della suggestione politica guidata dalla Sicilia, in considerazione che i due ministeri che hanno eccepito le osservazioni che hanno poi portato alla decisione del Consiglio dei ministri sono guidati dal Pd e dal Movimento 5 stelle. Non appena leggeremo le motivazioni, valuteremo se resistere davanti alla Corte costituzionale e o se intraprendere un percorso che non può non coinvolgere il Parlamento nazionale”.