Epatite C in pazienti talassemici, premio all’ospedale “Cervello”

0
20
ospedale cervello

Razionalizzare e migliorare le procedure diagnostiche e terapeutiche nei soggetti con emoglobinopatie affetti da HCV, ovvero l’epatite C. L’azienda Villa Sofia-Cervello si conferma leader regionale su questo fronte, come certificato dal riconoscimento Fellowship Program 2016, ottenuto dal progetto di ricerca presentato da Salvatore Madonia, dirigente medico dell’unità di Medicina del Cervello, in partnership con l’unità di Ematologia II dell’ospedale diretta da Aurelio Maggio e con Antonietta Ledda dell’unità di Cardiologia per gli aspetti cardiologici e con Lorenzo Tesè dell’unità di Radiologia per gli aspetti radiologici.

Il Fellowship Program è un’iniziativa annuale, proposta dalla società biofarmaceutica Gilead Sciences per promuovere lo sviluppo e la diffusione di nuove idee finalizzate a migliorare l’outcome e la qualità di vita dei pazienti nelle aree relative all’Hiv, alle epatiti, alle patologie oncoematologiche. Lo studio di Villa Sofia-Cervello nasce per organizzare il trattamento anti HCV nella popolazione siciliana con talassemia o anemia falciforme. L’obiettivo è ottimizzare la gestione clinica globale e sviluppare un modello organizzativo multidisciplinare per minimizzare l’impatto della patologia sulla qualità di vita dei pazienti e sull’organizzazione ospedaliera.

Il premio, che sarà ufficialmente consegnato il 13 ottobre a Milano nel corso di una cerimonia, sarà destinato per una borsa di studio di un anno, dedicata specificatamente a questo settore, in particolare per i controlli clinici epatologici ed ematologici, per la valutazione degli aspetti terapeutici direttamente legati alla emoglobinopatia, valutazione e gestione epatologica e il coordinamento delle altre figure, il radiologo e il cardiologo, coinvolte nella gestione di questi pazienti. La prevalenza di emoglobinopatie (talassemia e/o anemia falciforme) in Sicilia è più elevata che in altre regioni italiane. I dati disponibili parlano di un’incidenza di 49/100,000 abitanti in Sicilia contro i 22/100,000 in Italia.

Mediamente l’85,2 per cento di questi pazienti hanno avuto una infezione da HCV a causa della storia di emotrasfusioni e l’80 per cento hanno cronicizzato l’infezione. Una quota di questi pazienti ha ottenuto una risposta virologica sostenuta con precedenti terapie basate su interferone e ribavirina. Alcuni pazienti, al contrario hanno una infezione da HCV ancora attiva perché non hanno risposto alla precedente terapia o perché non candidabili a terapie basate su interferone e ribavirina a causa della malattia ematologica.