Scandalo Gesap, la vera storia di una “Scelta obbligata”: riproponiamo il nostro articolo del marzo 2015

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Scandalo Gesap, già nel marzo del 2015 avevamo anticipato la vera storia della gestione dell’ente che si occupa della gestione dell’aeroporto “Falcone Borsellino” e l’attività suo management.

Carmelo Scelta non è mai stato considerato una persona affabile, simpatica, anzi. Tetragono e spigoloso non legava molto nemmeno con i suoi colleghi di giunta quando era assessore di Ciccio Musotto a Palazzo Comitini. Rapporti pessimi anche con l’ex sindaco Diego Cammarata che lo ha addirittura citato in giudizio per danni da diffamazione.

Ma nonostante il carattere duro, che non lo ha reso particolarmente popolare nemmeno nell’ambiente aeroportuale, ha avuto la capacità di trovare sempre lo sponsor giusto al momento giusto per rimanere ben saldo in ruoli di grande responsabilità. Da ultimo Leoluca Orlando, che gli ha fatto rinnovare l’anno scorso il contratto di direttore generale della Gesap nonostante Scelta fosse stato fino a quel momento un fedelissimo di Renato Schifani e nonostante fosse già sotto indagine per vicende legate alla Gesap.

Uomo abile, professionalmente e tecnicamente preparato (persino il Presidente dell’Enac Vito Riggio ne ha tessuto le lodi), trova in Ciccio Musotto il suo vero mentore che lo vuole assessore nella sua prima giunta, esperienza interrotta per l’arresto dell’allora presidente della Provincia ma ripresa nel 1998 quando Musotto viene scagionato e rieletto. Scelta non resta però disoccupato nell’intervallo tra le due esperienze di assessore. Nelle more verrà infatti adottato politicamente da Simona Vicari che lo nomina suo consulente appena eletta sindaco di Cefalù, con la benedizione di Gianfranco Miccichè. I rapporti tra Scelta e Miccichè però non sempre sono stati buoni. Infatti, nel corso di una conversazione telefonica con interlocutore non identificato, avvenuta nell’agosto del 2002, intercettata e trascritta dalla polizia di Stato in occasione di una indagine penale su un appalto sospetto alla Provincia, Scelta si abbandonava ad una serie di giudizi pesantemente offensivi nei confronti di esponenti di Forza Italia tra cui Miccichè e Cammarata.

Le esternazioni ( “pazzi sono pazzi, mascalzoni e ladri… Lima in confronto un eldorado…”quelli se ne fottono, quelli devono fare grandi operazioni, cioè loro sono un comitato d’affari “) che erano state rese pubbliche e divulgate dalla stampa diventano il terreno di scontro tra Miccichè e l’ex sindaco di Palermo. Tra i due, infatti, si apre un conflitto politico. A Cammarata non andava proprio di fumare il calumet della pace con Musotto per la nomina di Scelta a direttore generale della Gesap, pur avendo come contropartita la nomina di Terranova ad amministratore delegato. Gianfranco Miccichè, che in quel momento aveva recuperato il rapporto con Musotto, decide invece di far prevalere la ragione politica e coinvolge nell’accordo Roberto Helg e la Camera di Commercio rendendo di fatto ininfluente il voto del Comune. L’allora sindaco di Palermo a quel punto subisce lo smacco politico ma sul piano personale non gradisce l’epilogo della vicenda, non accetta il compromesso proposto da Miccichè e cita in giudizio per le frasi ingiuriose (la causa è tuttora pendente) Carmelo Scelta, divenuto nel frattempo direttore generale di Gesap.

Nasce in quel momento il sodalizio tra Roberto Helg e Carmelo Scelta che in Gesap diventa il fulcro di una governance parallela. Cammarata, dal canto suo, prosegue a polemizzare con i nuovi vertici. Nel 2009 in una intervista al Giornale di Sicilia alla domanda del cronista sui suoi rapporti con Helg e sulle critiche che da sempre riceveva dal presidente della Camera di Commercio l’ex sindaco rispondeva: “Helg è persona ambigua e trasversale e pensa solo al suo interesse personale. Ma io sono il sindaco e prendo decisioni che rispondano agli interessi della collettività. I miei rapporti con lui non sono mai stati buoni, ma sono peggiorati da quando ho stimolato il processo di privatizzazione dell’aeroporto che con la nostra attività ha messo in discussione la sua governance parallela”.

Scelta, intanto, naviga con grande abilità in quelle acque agitate e intorbidite, consolida il suo rapporto con Helg ed è pronto a saltare sul carro di Renato Schifani (grazie ai buoni uffici di Simona Vicari) nel momento del contrasto tra Miccichè e Schifani. Sarà proprio il nuovo sponsor a salvarlo dagli attacchi incrociati di Avanti e Cammarata che prima con un colpo di mano in cda estromettono Helg dalla vicepresidenza di Gesap e poi tentano senza successo di depotenziare Carmelo Scelta, sempre più protetto dall’ex presidente del Senato. Scoppia una guerra senza esclusione di colpi ed Helg impugna la nomina di Dario Colombo ad amministratore delegato sostenendo che il candidato non avesse i requisiti, mossa anche diretta a sostenere per quel ruolo proprio Carmelo Scelta.

Ma la difesa di Gesap sostenuta dagli avvocati Stagno d’Alcontres e Surdi tira fuori il colpo a sorpresa; non solo i due legali sostengono che Colombo ha i requisiti ma è proprio Helg a sedere illegittimamente in consiglio in quanto ineleggibile in forza di una norma che sancisce la ineleggibilità per i consiglieri che hanno chiuso in perdita i bilanci per tre esercizi consecutivi. Roberto Helg respinge naturalmente l’accusa ma si convince improvvisamente del possesso dei requisiti da parte di Colombo. In consiglio si trova la quadra e prevale ancora una volta,con l’intervento di Saverio Romano e Renato Schifani, la ragione politica.

La questione dell’ineleggibilità di Helg continuerà a tenere banco nel dibattito politico e diventerà oggetto di una interrogazione dell’allora consigliere comunale  del Pd Totò Orlando, attuale presidente del Consiglio Comunale (le malelingue palermitane per la verità sostengono che l’ispiratore dell’interrogazione sia stato lo stesso sindaco Cammarata). L’interrogazione fu mandata alla Gesap e indovinate chi scrisse la risposta che escludeva l’applicazione della norma? Naturalmente il direttore generale Carmelo Scelta. La solidarietà tra i due è davvero oltre l’immaginabile e trova un’ulteriore suggello nel muro che entrambi fanno per impedire la nomina dell’avvocato Francesco Surdi a presidente di Gesap in sostituzione del dimissionario Sebastiano Bavetta.

In prima battuta è Scelta a fare intervenire Schifani per stoppare la nomina di Surdi. La tesi del direttore generale, spalleggiato da Simona Vicari, si basa sulla “inopportunità” che l’avvocato difensore di Cammarata in una causa intentata proprio contro di lui, (per diffamazione) possa sedere in Cda senza che ci siano “conseguenze su un sereno andamento dell’amministrazione della Gesap”. Roberto Helg appoggia, ovviamente, le rimostranze di Scelta. Francesco Surdi era stato, lo ricordiamo, insieme al professore Stagno d’Alcontres, l’avvocato di Gesap che aveva sollevato la questione dell’ineleggibilità di Helg. Troppi per Cammarata e Surdi due nemici in Gesap di quel calibro per di più sostenuti dalla “superpotenza” Renato Schifani.

E veniamo ai giorni nostri, il contratto di Carmelo Scelta sarebbe scaduto quest’anno ma inopinatamente con un anno di anticipo viene rinnovato da Leoluca Orlando per altri quattro anni. Orlando che nelle nomine ha fatto terra bruciata, per quale ragione ha deciso di rinnovare Scelta uomo di Schifani, in un ruolo così strategico? Scelta “obbligata” di un tecnico scaltro, competente e professionale.