Scuola: 15-16 aprile prove per corsi specializzazione di sostegno, rischio caos

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Si svolgeranno il 15 aprile (di mattina per la Scuola dell’infanzia e di pomeriggio per la Scuola primaria) e il 16 aprile (di mattina per la Scuola Secondaria di I grado e di pomeriggio per la Scuola secondaria di II grado) le prove per l’accesso ai corsi di specializzazione sul sostegno.

Lo slittamento delle date è stato richiesto dalla Conferenza dei Rettori (CRUI) per consentire agli atenei una più efficace organizzazione delle prove. Sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è disponibile il decreto con le nuove date relative alle prove per l’accesso ai corsi. Inizialmente le date per le prove erano state fissate per il 28 e 29 marzo.

Ma c’è il rischio caos per la situazione dei docenti di sostegno nella Scuola: a scriverlo è il quotidiano “Leggo” dal momento che i due giorni per le prove di accesso ai corsi di specializzazione per il sostegno “non hanno ancora visto alcun bando tra quelli previsti dalle università che organizzano le selezioni, così il Ministero dell’Istruzione è stato costretto a far slittare le prove dal 28-29 marzo al 15-16 aprile”.

Ma il quotidiano ravvede anche il rischio che potrebbero fermarsi le lezioni scolastiche, proprio a ridosso della pausa prevista per Pasqua, visto che sarà difficile sostituire l’esercito di docenti aspiranti alla vittoria nei test d’accesso. Si tratta infatti di una selezione molto attesa nel mondo della scuola, tanto che l’adesione da parte dei precari sarebbe altissima.

In Italia la carenza di docenti specializzati sul sostegno è molto elevata e quindi avere un titolo simile garantisce l’assunzione. La scorsa estate furono appena 1.639 le immissioni in ruolo per i posti di sostegno sulle 13.329 richieste arrivate dal ministero dell’Istruzione.

Visto che mancano gli specializzati in graduatoria ad esaurimento, ora il Miur rilancia con 14.224 posti per la specializzazione, da svolgere nelle università, per un totale di 40mila posti in tre anni. Le supplenze sul sostegno, solo nell’anno scolastico 2018-2019, sono state oltre 50mila. Considerando che i posti per il sostegno sono in tutto 139mila, tra cui 88mila di ruolo e 51mila supplenti, oltre uno su tre è precario.

E quindi ogni anno, avendo contratti annuali, cambia cattedra. Non solo: dei 51mila supplenti, oltre la metà sono in deroga, vale a dire che sono affidati a docenti di altre classi di concorso. Da qui la necessità di nuove specializzazioni e, di conseguenza, la forte adesione da parte dei precari, che nei due giorni previsti dal decreto ministeriale saranno impegnati nelle prove selettive, lasciando vuote molte cattedre.

“Siamo ancora in attesa dei bandi – denuncia Marcello Pacifico dell’Anief – e mi chiedo perché siano stati assegnati i posti in base alla disponibilità degli atenei e non in base alle esigenze del territorio: in una città come Palermo, ad esempio, non sono previsti posti per medie e superiori. E’ assurdo”.

Questa stessa critica è stata avanzata anche dalla leader della Cisl, Maddalena Gissi, parlando con l’ANSA. “Sono anni – dice la sindacalista – che alcune università non mettono a disposizione un congruo numero di posti per la partecipazione ai corsi di sostegno: così si depaupera il territorio”.

I numeri in effetti parlano chiaro: sono solo 200 i posti messi a disposizione dall’ateneo di Torino per il Piemonte, 320 in Emilia Romagna, 1.030 in Lombardia; meglio al centro sud: in Basilicata sono 200, in Molise 370, 1.825 nel Lazio. “Questa è la prova di come l’autonomia è in realtà vittima dell’economia e questa non guarda agli interessi dalla scuola. E’ una vergogna. Inoltre questi corsi sono molto cari: arrivano a costare fino a 4 mila euro e più”, conclude Gissi. (Ansa)

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