Scuola: i disabili senza insegnanti di sostegno sono discriminati, sentenza del tribunale di Palermo

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I giudici dell’Isola emanano un decreto d’urgenza con cui riconoscono la “lesione del diritto all’istruzione e all’inclusione dell’alunno disabile”: imposta al Miur l’immediata cessazione del comportamento discriminatorio, attribuendo l’immediata assegnazione del docente di sostegno per l’intero monte ore ritenuto necessario dalla equipe medica per la sua corretta integrazione e formazione. Perché “l’attesa dei tempi del giudizio di merito, potrebbe determinare una definitiva compromissione di tutti gli obiettivi indicati nel PEI e nel PED”. La sentenza si deve all’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!”, promossa dall’Anief a tutela dei diritti degli alunni con disabilità, ai quali il Miur nega il diritto allo studio.

“La tutela dei nostri figli più deboli è per noi motivo di orgoglio – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal -. Negare il corretto apporto del docente di sostegno all’alunno con accertati problemi di apprendimento pone in essere una vera e propria discriminazione e pensare di ‘risparmiare’ sui loro diritti, a nostro avviso, concretizza un fallimento per il sistema pubblico di istruzione.

Il Tribunale di Palermo dunque non ha dubbi: negare le ore di sostegno agli alunni disabili è discriminante. Perché si viene meno ad un diritto, stabilito attraverso approfondimenti medico-pedagogici, che hanno assegnato al giovane disabile un numero preciso di ore settimanali di sostegno ad personam, sotto le quali non si può andare.

Sistematicamente, invece, questo monte orario viene ridotto, in qualche caso anche annullato dall’amministrazione scolastica, creando un disagio notevole all’alunno. All’amministrazione scolastica i giudici hanno imposto un decreto d’urgenza, per attuare il pieno rispetto del diritto all’istruzione e all’inclusione dell’alunno disabile e l’immediata attribuzione del docente di sostegno per l’intero monte ore necessario.

A chiedere il parere dei giudici sulla laicità di questa sottrazione di ore è stato il sindacato Anief, il cui ricorso ha prodotto l’emanazione di un provvedimento “ritenuto esistente – scrivono i togati – il requisito del periculum in mora, che fonda la necessità di provvedere inaudita altera parte in attesa dell’instaurazione del pieno contraddittorio nell’ambito del giudizio di merito, parimenti incardinato con il deposito del ricorso per giudizio sommario ex art. 702bis c.p.c., giacché l’anno scolastico è già in corso e, al fine di rendere effettivo il diritto allo studio del minore, è necessario intervenire tempestivamente rimuovendo il pregiudizio con attribuzione fin da subito di un insegnante di sostegno per il numero massimo di ore previsto, giacché l’attesa dei tempi del giudizio di merito, potrebbe determinare una definitiva compromissione di tutti gli obiettivi indicati nel PEI e nel PED”.

Il Tribunale, inoltre, “ordina all’Amministrazione scolastica convenuta la cessazione della condotta discriminatoria posta in essere e la conseguente attribuzione in favore dell’alunno Omissis di un insegnante di sostegno per n. 18 ore settimanali nel rapporto 1/1”.

Il provvedimento adottato dall’istituzione scolastica con cui venivano attribuite solo 9 ore di sostegno a fronte delle 18 richieste dal GLOH d’istituto, dunque, così come da sempre sostenuto dal nostro sindacato “postula l’adozione di un atto lesivo del diritto allo studio ed all’integrazione scolastica da riconoscersi in capo al minore ed integra condotta discriminatoria rispetto agli altri soggetti normodotati, ai sensi degli artt. 2 e 3 della L. n. 67/2006”.

“Siamo orgogliosi dell’iniziativa che da anni stiamo portando avanti gratuitamente e senza oneri per le famiglie degli alunni in difficoltà – afferma Pacifico – e siamo molto soddisfatti anche dei risultati ottenuti grazie ai nostri legali che si dimostrano sempre all’avanguardia per la competenza con cui sanno patrocinare queste delicate questioni facenti capo alla tutela del diritto all’istruzione e all’integrazione dei disabili, assicurata da norme imperative internazionali, europee e interne; tali precetti vanno onorati e fatti rispettare costantemente. Il nostro operato rende concreto questo impegno a beneficio dei nostri figli e alunni più deboli”.

“Perché negare il corretto apporto del docente di sostegno all’alunno con disabilità pone in essere una vera e propria discriminazione e pensare di ‘risparmiare’ sui loro diritti, a nostro avviso, concretizza un fallimento per il sistema pubblico di istruzione. Ci auguriamo – conclude Pacifico – che il Ministero prenda coscienza delle proprie responsabilità e che si adoperi per garantire effettivamente che ogni studente possa fruire del diritto allo studio e all’integrazione con serenità e senza più dover ricorrere al tribunale”.

Tutti coloro – famiglie, insegnanti, personale Ata, dirigenti e semplici cittadini – che intendono vederci chiaro sulla mancata nomina dei docenti di sostegno o delle ore non assegnate come indicato dalle commissioni mediche dello Stato possono ancora scrivere all’indirizzo e-mail sostegno@anief.net. Il ricorso per ottenere la stabilizzazione dell’organico di sostegno con la trasformazione dei posti in deroga in posti in organico di diritto fa da corollario all’azione di sensibilizzazione che l’Anief promuove da anni gratuitamente con l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!”, attraverso cui il sindacato promuove appositi ricorsi presso il tribunale. (LaPresse)