Sea Watch 3 davanti al porto di Lampedusa con 47 migranti a bordo

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Sea Watch 3 con 47 migranti a bordo si trova alla fonda a meno di un miglio dal porto dell’isola. La nave della Ong tedesca è stata autorizzata a gettare l’ancora in un punto indicato dalle autorità, ma al momento non è autorizzata ad entrare in porto. Lo confermano fonti della ong tedesca che ribadisce di avere chiesto, attraverso il comandante, “la revoca del diniego di ingresso per ragioni umanitarie che superano le motivazioni addotte nella direttiva del Viminale”. Il Viminale ha confermato il no allo sbarco.

Da un lato la ong tedesca Sea Watch dall’altro il ministro degli Interni Matteo Salvini. Un nuovo braccio di ferro si consuma sullo sbarco di 47 migranti a bordo dell’imbarcazione dell’organizzazione non governativa e ferma ad un miglio da Lampedusa. Il vice premier da Milano ha ribadito il no ad ogni autorizzazione allo sbarco. Intanto la nave dopo essere entrata nelle acque italiane ha raggiunto Lampedusa ricevendo l’autorizzazione a gettare l’ancora alla fonda.

L’imbarcazione è stata avvicinata da una motovedetta della Guardia di finanza alla quale i volontari hanno manifestato le cattive condizioni psico-fisiche dei migranti e dell’intero equipaggio acuitesi a causa delle condizioni meteo. Il mare è mosso con onde alte più di tre metri. Già nel primo pomeriggio – come ha fatto sapere la ong- il comandante della nave aveva chiesto la revoca del diniego di ingresso per ragioni umanitarie. Salvini sulla vicenda non sembra volere arretrare: “Quella nave fino a che il ministro dell’Interno sono io in un porto italiano non entra”, ha affermato da Milano nel corso del comizio con i leader europei dell’area sovranista. Qualche ora prima su Twitter aveva ribadito: “Per i trafficanti di esseri umani i porti italiani sono e rimangono chiusi. E se qualche procuratore vuole indagarmi o processarmi anche per questo, faccia pure! Per difendere l’Italia e gli Italiani, non ho paura di niente e di nessuno”.

La nave, spiega la portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi, “si trova in questo momento alla fonda a ridosso di Lampedusa. E’ stata avvicinata da una motovedetta della Guardia di Finanza che ha chiesto quali le fossero le intenzioni del comandante, che sono state spiegate e restano le stesse: motivi umanitari, il tempo (c’è un’onda di 3 metri con vento di rinforzo da nord nord-ovest) e le condizioni psicofisiche delle persone a bordo. Restiamo in questo momento alla fonda – prosegue – in attesa che termini l’avvicendamento dei traghetti sull’isola per poi poter procedere all’ingresso in porto che speriamo si verifichi nelle prossime ore”.

“Dalla Sea Watch 3 abbiamo fatto scendere neonati, ustionati e malati perché mai dirò a qualcuno “voltati dall’altra parte” mentre un bambino rischia la vita. La vita è sacra. Bimbi e malati sono scesi, ma quella nave in un porto italiano non entra finché sono ministro”. Lo ha detto Matteo Salvini dal palco di Milano. “Non possono – ha aggiunto – uno stato e un continente farsi dettare le regole dai complici degli scafisti, pagati dai Soros di turno. Se riaprissimo i porti come vuole qualcuno in Parlamento e spero non al governo tornerebbero a morire migliaia di persone”.

“La Sea Watch pronta a entrare in acque italiane. Trasbordare i passeggeri e poi affondare la nave: questo farebbe un governo che intende difendere i propri confini. O anche stavolta la daremo vinta alle Ong?”. Lo scrive su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.