Si riaprono le porte della Sas per 46 lavoratori ex interinali

La Cassazione ribalta le prime due sentenze della Corte di Appello di Palermo

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Per 46 lavoratori ex interinali si riaccende la speranza dell’accesso definitivo alla partecipata regionale SAS. Sono state depositate, a fine della scorsa settimana e stamattina, le prime due sentenze della Corte di Cassazione – sezione lavoro con cui è stato accolto il ricorso di due ex lavoratori interinali, difesi dagli avvocati Lorenzo Maria Dentici e Francesco Domeniconi.

Gli “ex interinali” si occupano di pulizie o manutenzione nelle aziende e negli ospedali siciliani e avevano prestato il proprio lavoro in forza di contratti di somministrazioni irregolari, maturando il diritto alla stabilizzazione nell’impresa utilizzatrice. Le speranze dei dipendenti erano state frustrate dalla Corte di Appello di Palermo, che aveva ritenuto che i lavoratori erano decaduti dal diritto di fare valere il trasferimento d’azienda tra Biosphera e Multiservizi, con cui erano stati stipulati i contratti di somministrazione, e SAS.

Per i soli lavoratori che avevano vinto in primo grado, ma perso in appello, in via precauzionale, l’allora amministratore Sergio Tufano aveva scelto di non dare esecuzione alle sentenze di secondo grado per non dover interrompere i servizi svolti presso i committenti e per non sottoporre l’ente all’esborso delle somme necessarie in caso di vittoria dei lavoratori per il pagamento degli arretrati per le mensilità a vuoto. Altri “ex interinali”, che avevano perso nei primi due gradi di giudizio, non hanno invece più lavorato dal 2012.

“La Cassazione – spiega l’avvocato Dentici – ha affermato un importante principio di diritto: il lavoratore deve impugnare a pena di decadenza, entro 60 giorni, solo se contesti la cessione per evitare il passaggio alla nuova impresa, non se voglia passare al nuovo datore di lavoro che ha acquisito l’impresa per la quale ha iniziato a lavorare. E’ quello che è accaduto nel caso degli ‘ex interinali’ che rivendicavano il diritto di transitare dalle società partecipate dismesse per le quali avevano lavorato alla neocostituita SAS”.

Ora la palla passa al nuovo presidente Giuseppe Di Stefano, che dovrà gestire una situazione certamente complessa.