Sicilia avamposto sempre più strategico per le operazioni degli Usa e della Nato nel Mediterraneo

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Dopo sette anni di lavori ed una spesa complessiva di 7 miliardi di dollari per i quattro terminali terrestri, la Marina Militare degli Stati Uniti da novembre ha attivato la stazione Muos di Niscemi, ritenuta in una posizione chiave per le comunicazioni nel Mediterraneo e nel Medio Oriente.

Le potenti antenne del Mobile User Objective System sono operative e trasmettono regolarmente. L’importanza strategica del sistema Muos è costruita da quattro basi nel mondo, Niscemi in Italia, Kojarena in Australia, nelle Hawaii e infine a Chesapeake in Virginia, tutte connesse ad una serie di satelliti orbitanti intorno al pianeta e alle diverse unità statunitensi dislocate nel mondo con funzioni di guida delle azioni militari degli Usa.

La presenza statunitense in Sicilia risulta ormai sempre più determinante per la geopolitica nel Mediterraneo, trasformando la Sicilia in gregario affidabile e avamposto operativo nelle operazioni militari e di intelligence. Lo scorso 24 marzo, di fronte alle coste mediterranee della Sicilia, si sono concluse le esercitazioni navali denominate Nato Dynamic Manta cui hanno partecipato le marine militari di Stati Uniti, Canada, Italia, Francia, Spagna, Grecia e Turchia.

Delle 16 unità navali impegnate, ha suscitato particolare interesse il sottomarino nucleare statunitense da attacco rapito California SSN-781, armato di un centinaio di siluri e di quasi 150 missili SLBM (Submarine-launched ballistic missile) per attacco a obiettivi terrestri. Esso fa parte della Task Force 69 responsabile delle operazioni Usa di guerra sottomarina in Europa e Africa. La marina statunitense partecipa anche con il cacciatorpediniere Porter e da aerei da pattugliamento marittimo, con la stazione Muos e la base aeronavale di Sigonella.

La Sicilia svolge il ruolo fondamentale nella logistica della marina USA tramite l’utilizzo del poligono di Pachino, ufficialmente concessa, secondo l’Accordo Italia – USA 2016, in “uso esclusivo degli Stati Uniti”, e un’area esclusiva all’interno della base di Sigonella, dove “il Comandante Usa ha il pieno comando militare sul personale, gli equipaggiamenti e le operazioni statunitensi”, con solo l’obbligo di “notificare in anticipo al Comando italiano tutte le significative attività statunitensi”.

La Sicilia con Sigonella ed il sistema Muos sono diventate il cuore dell’Alliance Ground Surveillance (AGS), il più importante asset della Nato nel Sud Europa. Il programma AGS conferirà alla Nato migliori capacità JISR (Joint intelligence, surveillance and reconnaissance) e la base siciliana raggiungerà la capacità operativa piena nel 2018.

Ecco la mappa della presenza statunitense in Sicilia:

Sigonella: Principale base terrestre dell’Us Navy nel Mediterraneo centrale, supporto logistico della Sesta flotta (circa 3.400 tra militari e civili americani). Oltre ad unità della Us Navy, ospita diversi squadroni tattici dell’Usaf: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6 Intruder, gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kilotoni l’una. Motta S. Anastasia: Stazione di telecomunicazioni Usa. Caltagirone: Stazione di telecomunicazioni Usa. Vizzini: Diversi depositi USA. Palermo Punta Raisi: Base saltuaria dell’Usaf. Marina di Marza: Stazione di telecomunicazioni Usa. Augusta: Base VI flotta e deposito munizioni. Monte Lauro: Stazione di comunicazione Usa. Centuripe: Stazione di telecomunicazioni Usa. Niscemi: Base NavComTelSat (comunicazione US Navy). Trapani: Base Usaf con copertura NATO. Isola di Pantelleria: Centro di telecomunicazioni US Navy, basa aerea e radar NATO. Isola di Lampedusa: Base Guardia Costiera USA. Centro d’ascolto e di comunicazione NSA. (davide bruno)