Sicurezza, Conte risponde ad Orlando: “La sua è solo una posizione ideologica”

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conte risponde ad Orlando

Il premier Conte risponde ad Orlando sul decreto sicurezza, e lo fa replicando duramente alle critiche del sindaco di Palermo dopo la riunione a Palazzo Chigi di ieri.

“Io ieri mi sono seduto per un confronto con la delegazione Anci, una delegazione i cui membri non li ho scelti io, mi sono limitato riceverli. Che poi ci sia qualche sindaco che perseveri in modo isolato le sue proteste e professi le sue convinzioni, faccia pure. A questo punto, mi pare si tratti di posizioni e pretesti ideologici, perché sul piano tecnico con l’Anci ci siamo confrontati e i problemi li abbiamo risolti” – ha detto Conte riferendosi al primo cittadino di Palermo.

Dal canto suo Orlando intende proseguire la sua battaglia contro quello che definisce il “decreto insicurezza”. “Io vado avanti”, dice nonostante i toni concilianti dell’incontro di ieri tra il premier Conte e i sindaci dell’Anci per cercare di ricucire lo strappo interpretativo sulla legge.

La posizione del sindaco di Palermo è in parte condivisa dai sindaci di Milano e Firenze, Beppe Sala e Dario Nardella, i quali ammettono che l’incontro non ha dissipato i dubbi sollevati ma esprimono perplessità sull’invito a violare la legge. Più netta la posizione del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: “Non è un atto di disapplicazione della legge o di disobbedienza ma è un atto di ubbidienza alla Costituzione”.

Un’analisi che richiama le parole di Orlando: “In Italia è eversivo chi viola la Costituzione non chi cerca di applicare le leggi”. Che il sindaco di Palermo stia cercando in ogni modo di sollevare la questione davanti a un giudice, per investire in modo incidentale la Corte Costituzionale e costringerla a esprimere un parere sulla legge, è confermato anche dalle sue ultime mosse. Orlando ha infatti inviato una nota al dirigente del Comune Maurizio Pedicone con la quale si invita “a iscrivere con immediatezza” un giovane straniero di 18 anni, figlio di rifugiati, che aveva chiesto la concessione della residenza virtuale.

Senza l’iscrizione anagrafica in tempi rapidi, infatti, il ragazzo, che vive e studia da diversi anni a Palermo, rischia di vedersi precludere la possibilità di ottenere la cittadinanza italiana. La decisione su questo caso era stata sospesa dopo le perplessità manifestate dall’operatore dell’Anagrafe. Ma il sindaco ribadisce di essere pronto a firmare di suo pugno le richieste: “Va sottolineato – precisa Orlando – che questo caso non ha nulla a che vedere con la nuova normativa. Tuttavia la vicenda dimostra anche l’effetto culturalmente devastante del clima di caccia allo straniero portato avanti dal governo a guida leghista”.