Simona Vicari e Marianna Caronia indagate per corruzione nell’inchiesta di Trapani

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Simona Vicari

Simona Vicari, sottosegretaria ai Trasporti, e Marianna Caronia, già deputato regionale e vice sindaco di Palermo nonché candidata a consigliere comunale alle prossime amministrative di Palermo, sono indagate per corruzione nell’inchiesta di Trapani. Nell’operazione “Mare nostrum” che ha fatto scattare le manette per l’armatore Ettore Morace, arrestato per corruzione insieme con il deputato regionale Girolamo Fazio e con il segretario dell’assessore regionale Giovanni Pistorio, finisce sotto indagine anche Simona Vicari, sottosegretaria ai Trasporti del Governo Gentiloni.

Morace ha fatto registrare “un notevole attivismo”, in relazione a un presunto giro di tangenti sull’affare del trasporto marittimo, “nel tessere una vasta e diversificata rete di supporto politico-istituzionale, a livello regionale e nazionale”: sostiene l’Arma dei carabinieri. Una rete “finalizzata al rafforzamento della posizione di quasi monopolio della Liberty Lines e all’aggiudicazione di fondi regionali gonfiati”. Soprattutto, Morace “gode del forte appoggio del sottosegretario di stato al ministero dei Trasporti senatrice Simona Vicari (il cui fratello è anche dipendente della Liberty Lines)”.

E’ Simona Vicari la politica indagata, secondo quanto spiega il provvedimento e dalla nota inviata dai carabinieri. Attraverso “il suo interessamento, Morace è riuscito a ottenere nel periodo monitorato la presentazione e l’approvazione di un emendamento alla legge di stabilità dello Stato con il quale veniva ridotta l’imposta d’Iva dal 10% al 5% per i trasporti su navi veloci, causando un ammanco alle casse dello Stato di 7 milioni di euro e, conseguenziale, notevole arricchimento della società Liberty Lines”. Inoltre, grazie all’interessamento della Vicari sarebbe stata ritirata la proposta di nomina di un consulente, inviso a Morace, all’Assessorato regionale ai Trasporti.In cambio dei favori sarebbe stato consegnato un Rolex. Sia la Vicari, che la persona che fece da tramite, hanno ricevuto in cambio due Rolex, indagati, hanno ricevuto un avviso di garanzia. “Ma stamattina – dice Lo Voi – durante la perquisizione uno dei due ha restituito il Rolex agli investigatori”.

Mentre il capo della segreteria dell’assessore ai Trasporti della Regione, Giuseppe Montalto, sfruttando il suo ruolo, secondo l’inchiesta, ha ottenuto da Morace una serie di favori: l’assunzione di un amico giornalista nell’ufficio stampa di Liberty Lines; “la più che favorevole liquidazione del trattamento di fine rapporto con “Siremar s.p.a.” dell’amica Marianna Carania”, oggi candidata al Consiglio comunale di Palermo.

Morace si era anche attivato per ottenere un intervento presso il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) per la Regione Siciliana al fine di ottenere il ribaltamento della sentenza del Tar Sicilia del 21 febbraio 2017, dispositivo con il quale era stato rigettato il ricorso presentato dalla Liberty Lines avverso l’annullamento in autotutela della gara d’appalto per i trasporti su navi veloci per il 2016. Tale annullamento era stato operato dalla Regione Siciliana, a causa delle riscontrate sovracompensazioni. Di fatto, con la decisione del Tar, la compagnia di navigazione aveva perso 24 milioni di euro. Morace, con il fratello Gianluca, aveva imbastito, dicono i carabinieri, un’attività di intercettazione abusiva nei confronti di un dipendente, sospettato di essere in accordo con la concorrenza. L’attività è stata fatta con il supporto di un’agenzia di investigazioni private del capoluogo campano e attraverso l’installazione di uno spyware sul telefono cellulare del dipendente. Attraverso tale attività illecita, gli armatori Morace riuscivano ad incamerare importanti informazioni che confermavano i loro sospetti. Il “Gruppo Franza” ha posto – si legge nella nota dell’Arma – a sua volta in essere manovre per danneggiare il concorrente Morace, condotte anche grazie al concorso del carabiniere Orazio Gisabella, per il quale il gip ha disposto la sospensione dal pubblico ufficio: Gisabella lavora fuori dalla Sicilia.