Sostenibiltà e sviluppo, Giovannini: “Cambiare la prima parte della Costituzione”

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Sostenibiltà e sviluppo: secondo il professore Enrico Giovannini, economista e docente all’Università Tor Vergata di Roma ed ex ministro al Lavoro e alle Politiche sociali, “L’Italia non è un Paese sostenibile. Sostenibilità intesa non solo come ambientale, ma anche economica e sociale. Sono oltre 4 milioni e mezzo i poveri assoluti nel Paese. Un Paese, il nostro, dove il tasso di occupazione femminile è minore del 50% e le donne, ogni giorno, sono vittime di inaccettabili violenze. Dove la disoccupazione giovanile è elevatissima e i cosiddetti NEET sono oltre due milioni; dove il rapporto tra ricchi e poveri è uno dei più squilibrati di tutti i paesi industrializzati, i tassi di abbandono scolastico sfiorano il 30% e dove il degrado ambientale è fortissimo”. E’ quanto ha affermato nell’ambito di un dibattito allo Steri sullo Sviluppo sostenibile per la IX edizione de “Le Giornate dell’Economia del Mezzogiorno”, organizzate dalla Fondazione Curella.

“Se lo sviluppo sostenibile è il principio fondante a cui tutti si devono allineare, va cambiata la prima parte della Costituzione – ha sottolineato Giovannini – e in particolare gli articoli 2, 3 e 9. Bisognerebbe introdurre il concetto di generazioni future, che manca totalmente. Se ci fosse stato, probabilmente, anche la questione pensionistica sarebbe stata trattata diversamente. Tutto il mondo si sta domandando quale modello di sviluppo seguire. Un modello di sviluppo diverso, certamente, basato sul concetto di sostenibilità fatta di energie pulite ma anche di coinvolgimento delle persone. Credo che il Mezzogiorno possa avere molti spunti per immaginare un diverso futuro, fatto di economia circolare che consenta di ridurre l’impatto ambientale e di far crescere l’occupazione aumentando i profitti e superando il dilemma tra ambiente ed economia”. Un Mezzogiorno molto più inclusivo, dunque.

Giovannini, portavoce dell’Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile, ha poi parlato dell’agenda globale delle Nazioni Unite, con i suoi 17 obiettivi rivolti a 169 target. Un’agenda dove, per la prima volta, non c’è più distinzione tra Nord e Sud del Paese, tra paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo.

“La povertà è particolarmente estesa nel Mezzogiorno – ha aggiunto Giovannini – bisognerebbe introdurre un sostegno generalizzato al reddito come opportunità per ricoinvolgere tante persone ai margini della società. Pretendere dal governo l’applicazione dei piani sulla biodiversità e protezione dei mari vuol dire, inoltre, investire sul futuro del Mezzogiorno che con queste risorse può anche creare delle opportunità economiche. Lo sviluppo sostenibile – ha concluso Giovannini – può diventare il paradigma in cui anche il Mezzogiorno trova un nuovo futuro”.

Sabato XXX Osservatorio Curella. Giornata finale della IX edizione de Le Giornate dell’Economia del Mezzogiorno sabato 26 novembre, appuntamento nell’Aula Magna dell’ex Facoltà di Giurisprudenza (via Maqueda 121) per la XXX edizione dell’Osservatorio Congiunturale “Nicolò Curella”. Apertura lavori: Alessandro La Monica, coordinamento Giornate Economia e presidente Diste Consulting. Saluti: Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, Fabio Mazzola, pro rettore vicario Università di Palermo, Aldo Schiavello, direttore Dipartimento di Giurisprudenza Università degli Studi di Palermo, Alessandro Dagnino, presidente Irfis Finsicilia Spa, Salvatore Vitale, presidente Banca Popolare Sant’Angelo. Relazione introduttiva del professore Pietro Busetta, presidente Fondazione Curella. Intervento di Conclude Davide Faraone, sottosegretario di Stato all’Istruzione.

Alle 10.30 la prima tavola rotonda su “Le previsioni per Italia e Mezzogiorno” con Maurizio Bernava, segretario confederale Cisl, Riccardo Padovani, direttore Svimez, Luca Paolazzi, direttore Centro Studi Confindustria Roma. A seguire la seconda tavola rotonda sull’Economia Internazionale, coordina Nino Amadore de Il Sole 24 Ore, con gli interventi di Sebastiano Bavetta, Università degli Studi di Palermo, Andrea Boltho, Magdalen College Università di Oxford, Antonio La Spina, Università Luiss Guido Carli.