Speciale libri: con “I Beati Paoli” di Luigi Natoli il ritorno di un best seller

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“I Beati Paoli” è uno dei romanzi d’appendice più popolari del ‘900. Avvincente, misterioso, spettacolare, ricco di personaggi indimenticabili. Il celebre feuilleton sulla setta segreta in cui non pochi intravedono le origini della mafia è costruito su una tessitura narrativa moderna. Una lettura che non deluderà mai”: così Giuseppe Tornatore descrive il romanzo di Luigi Natoli (1857-1941), tra le novità proposte in libreria da Sellerio.

Pubblicato a puntate sul “Giornale di Sicilia” tra il maggio del 1909 e il gennaio del 1910, “I Beati Paoli”. Grande romanzo storico siciliano” innalzava a epopea letteraria un’antica leggenda del popolo siciliano. Ma Luigi Natoli faceva qualcosa di più che scrivere, da una favola popolare, le puntate straordinariamente avvincenti e misteriose, capaci di inchiodare nelle portinerie il popolo attorno a chi era in grado di leggere e che “quasi con prepotenza salivano negli appartamenti della borghesia siciliana”.

Di fatto creava il mito compatto di una società segreta a protezione degli oppressi: la setta tenebrosa dei Beati Paoli e il loro tribunale implacabile, entrava nelle dicerie e nelle fantasticherie popolari come verità storica indiscussa e nostalgia segreta di riscatto. Un successo enorme, dovuto sì all’aderenza ad un sentire popolare, ma anche all’arte di avvolgerlo in un intrico fittissimo di vicissitudini private derivanti da segreti inconfessabili, da odi di famiglia o di società; di imprese coraggiose e cospirazioni vili; di sentimenti e passioni invincibili; di personaggi tragici nel bene e nel male. Raccontati in un linguaggio sensibile a tutti i vari ritmi e le tensioni della trama, e soprattutto così ricco e moderno da spiegare come mai la tenuta ne sia straordinariamente duratura, rispetto alle opere del genere.

Con un’ambientazione nella Palermo storica che è di fatto un’esposizione erudita dei tempi dei luoghi delle persone e delle situazioni che narra. Tanto da potersi dire che, nella vicenda di Blasco, figlio perduto di un grande casato che tenta di riprendersi il suo onore usurpato da un potente malvagio, protetto nelle sue imprese da un’associazione segretissima, in mezzo alle lacerazioni di un’età convulsa, il protagonista vero è uno: l’Ancien régime nella sua veste più sfarzosa, magnifica e miserabile, ossia il Settecento siciliano dei grandi palazzi barocchi.

Luigi Natoli (1857-1941), patriota e repubblicano fervente, insegnante, giornalista, studioso di storia, fu autore, oltre che di una grande mole di opere varie (racconti a sfondo storico, scritti storiografici, saggi critici, poesie, testi teatrali, libri per le scuole), di 31 romanzi di appendice, pubblicati con lo pseudonimo di William Galt. Per loro mezzo intendeva comporre un’epopea della libertà del popolo siciliano. Tra di essi spiccano, accanto al leggendario “I Beati Paoli”, le continuazioni “Coriolano della Floresta” e “Calvello il bastardo”.