Spese pazze, 14 ex capigruppo dell’Ars verso rinvio a giudizio

0
10

La Procura di Palermo ha chiuso l’indagine sulle cosiddette spese pazze all’Assemblea regionale siciliana e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio, per peculato, per 14 capigruppo della passata legislatura.

Gli inquisiti erano 97: per alcuni proseguirà l’inchiesta, mentre per altri (secondo indiscrezioni la metà degli indagati) i pm sono intenzionati a chiedere l’archiviazione. Tra loro l’ex governatore regionale Raffaele Lombardo, l’attuale sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone e l’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio. L’inchiesta, invece, prosegue per l’attuale presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, il parlamentare del Pd Giuseppe Lupo, Salvatore Cordaro, Salvino Caputo, Franco Mineo e Nino Dina.

L’indagine,coordinata dal procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Leonardo Agueci e dai pm Sergio De Montis, Luca Mattinieri e Maurizio Agnello, non prevede stralci: i criteri seguiti dai pm per discriminare le condotte lecite da quelle illecite hanno fatto riferimento alla finalità prettamente politica delle spese sostenute. Laddove, anche attraverso l’esibizione di documenti, gli indagati abbiano dimostrato che l’esborso di denaro era strettamente legato a spese relative a finalità politiche, i magistrati hanno deciso di non procedere oltre. Mentre su alcune posizioni si continuerà ad indagare.

A diversi ex capigruppo all’Ars la Procura di Palermo ha notificato l’avviso di chiusura dell’indagine, che generalmente prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Si tratta di: Giulia Adamo, Antonello Cracolici, Francesco Musotto, Rudy Maira, Nicola Leanza, Nicola D’Agostino, Nunzio Cappadona, Giambattista Bufardeci, Marianna Caronia, Paolo Ruggirello, Livio Marrocco, Innocenzo Leontini, Cataldo Fiorenza e Cateno De Luca. Sono tutti indagati per peculato.