Tagli e tetti agli stipendi sì, tagli no, tagli forse. Se da un lato il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè fa scrivere una nota per evidenziare che si ritorna al ripristino dei tetti, il vice presidente grillino Giancarlo Cancelleri parla in sostanza di fumo negli occhi e che i tetti in qualche modo sarebbero aggirati.
“Sono molto soddisfatto del lavoro svolto dal deputato questore Giorgio Assenza, ma soprattutto devo dire grazie ai dipendenti dell’Ars che, pur senza una legge in vigore che pone limiti stipendiali, hanno deciso di adeguarsi al ripristino dei tetti agli stipendi”, ha detto all’Agi il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè a proposito della trattativa sui tetti degli stipendi che dovrebbe definirsi in queste ore all’Ars.
Una riunione del deputato questore Giorgio Assenza con le sette sigle sindacali dei dipendenti dell’Ars è iniziata nel pomeriggio. Una riunione del consiglio di presidenza si è tenuta invece in mattinata: da quanto si apprende l’Ars è orientata ad accogliere le istanze delle parti sociali con una proposta dove si ristabiliscono i tetti agli stipendi in vigore fino al 31 dicembre, escludendo però dal calcolo le indennità di funzione e di mansione. La misura dovrebbe però valere solo per i dipendenti in essere.
Quelli assunti con i prossimi concorsi sarebbero soggetti ai nuovi tetti che includeranno anche le indennità attualmente non calcolate. Nella riunione in serata le linee del nuovo provvedimento interno che sarà firmato nei prossimi giorni.
“Altro che tetti agli stipendi dei dipendenti, l’Ufficio di Presidenza, lasciando fuori dai conteggi le varie indennità, di fatto, ha ritoccato verso l’alto le buste paga, tant’è che alcune figure arriveranno a percepire somme che oscillano intorno ai 300 mila euro l’anno”.
Il M5S all’Ars ha commentato in questo modo la decisione dell’Ufficio di Presidenza di Palazzo dei Normanni, che “di fatto ha dato il via libera all’aumento delle paghe di alcune figure dell’Assemblea regionale”.
“Giocando sulle varie voci della busta paga e tenendo fuori dai tetti le varie indennità – ha detto Giancarlo Cancelleri – l’Ufficio di Presidenza ha aggirato il limite di 240 mila euro, portando alcune retribuzioni di figure apicali a sforarlo abbondantemente”. Il M5S esprime la propria contrarietà: “Saremmo stati disposti anche ad avere un atteggiamento diverso – ha affermato Salvatore Siragusa – a patto che fosse stata accolta la nostra proposta di eliminare l’equiparazione al Senato del trattamento economico dei dipendenti dell’Assemblea dall’1 gennaio 2021”.
“Una nostra ulteriore proposta – ha aggiunto Stefano Zito – prevedeva che i nuovi assunti all’Ars avessero lo stesso trattamento economico dei dipendenti regionali”.
“Rispetto al tetto dei 240 mila euro – hanno sottolineato i tre deputati, componenti dell’ufficio di presidenza – con questa formulazione si avrà un rincaro per le casse dell’Assemblea di 260 mila euro circa per il 2018 e, probabilmente, di quasi 400 mila euro per il 2019 e, addirittura, di circa mezzo milione di euro per il 2020. Mantenere i tetti – hanno concluso i parlamentari M5S – sarebbe stato un atto di sobrietà e di rispetto dei tanti siciliani in difficoltà”.




