Stop al decreto sicurezza, Orlando spiega la sua scelta: “Puzza di razziale”

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Il sindaco Orlando spiega la sua decisione di sospendere il decreto sicurezza e replica al ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Il nostro non è un atto di disobbedienza civile né di obiezione di coscienza, ma la semplice applicazione dei diritti costituzionali che sono garantiti a tutti coloro che vivono nel nostro paese”, dice Orlando rispondendo al vice premier che in un post su Facebook ha contestato la scelta.

“Siamo davanti ad un provvedimento criminogeno – prosegue Orlando -. Ci sono migliaia, centinaia di migliaia di persone che oggi risiedono legalmente in Italia, pagano le tasse, versano contributi all’Inps e fra qualche settimana o mese saranno ‘senza documenti’ e quindi illegali. Questo significa incentivare la criminalità, non combatterla o prevenirla”.

“E’ certo, l’ho già detto più volte, che su alcuni temi, il rispetto dei diritti umani fra questi, il Sindaco di Palermo ha una visione ed una cultura diversa da quella del ministro dell’Interno – aggiunge Orlando – ma qui siamo di fronte ad un problema non solo ideologico ma giuridico, non si possono togliere diritti a cittadini che sono in regola con la legge, solo per spacciare per ‘sicurezza’ un intervento che puzza molto di razziale”.

“Con Salvini giochiamo in campi diversi, sport diversi, lui gioca una partita con regole diverse dalle mie. Lui gioca a cricket e io a volley. Anzi, vista la presenza a Palermo di cittadini stranieri che giocano a cricket, fate giocare me a cricket e Salvini giochi a volley, se lui giocasse a cricket sarei contento”, dice Leoluca Orlando. “Purtroppo i palermitani e gli italiani tutti subiranno le conseguenze in termini di alimentazione dell’odio razziale”, continua Orlando.

“Il governo oggi finalmente getta la maschera con il decreto 132 del 2018 che costituisce un esempio di provvedimento disumano e criminogeno. Per queste ragioni ho disposto formalmente agli uffici di sospendere la sua applicazione perché non posso essere complice di una violazione palese dei diritti umani, previsti dalla Costituzione, nei confronti di persone che sono legalmente presenti sul territorio nazionale”, prosegue sindaco di Palermo Leoluca Orlando replicando a distanza, in una conferenza stampa convocata a Palazzo delle Aquile, al ministro dell’Interno Matteo Salvini. “E’ disumano – spiega Orlando – perché eliminando la protezione umanitaria trasforma il legale in illegale ed è criminogeno perché siamo in presenza di una violazione dei diritti umani e mi riferisco soprattutto ai minori che al compimento del 18/mo anno non potranno stare più sul territorio nazionale”.