Da Orlando arriva lo “stop” al nuovo stadio, e adesso Zamparini pensa davvero di lasciare Palermo

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Stop al nuovo stadio

Stop al nuovo stadio, il vicesindaco ed assessore alle infrastrutture Emilio Arcuri ha inviato una lettera al consigliere delegato Angelo Baiguera per bloccare definitivamente il progetto. Nelle dodici righe vengono esplicate le motivazioni legate al programma del Sindaco, al piano regolatore ed all’impatto ambientale che rendono impossibile la realizzazione di ulteriori cubature attraverso il consumo di nuovo suolo. 

La diatriba tra il sindaco Leoluca Orlando ed il presidente Maurizio Zamparini andava avanti da tempo con il primo che accusava il Presidente di aver presentato un progetto impossibile e non conforme alla legge mentre il patron rosanero accusava il sindaco di insabbiare la pratica.

Così dopo 7 anni dalla presentazione del progetto di riqualificazione del Velodromo nel quartiere San Filippo Neri che comprendeva, oltre al nuovo stadio, anche aree per il tempo libero e zone commerciali per un investimento complessivo di circa 150 milioni di euro, arriva lo stop definitivo. 

Secca la risposta del Presidente Maurizio Zamparini che al Giornale di Sicilia dichiara di non essere più interessato al progetto stadio e ipotizza che potrebbe essere qualcun altro a dare un nuovo stadio a Palermo prendendo in considerazione la possibilità di lasciare la società rosanero già dall’anno prossimo.

Purtroppo come sempre a pagare saranno i tifosi che vedono ancora una volta la dirigenza che non può operare per il bene della società per dei vincoli inconcepibili messi da chi dovrebbe pensare al bene della città e del patrimonio ad essa collegato, di cui sicuramente il Palermo Calcio fa parte essendo una società in perfetta salute che porta in alto i colori della nostra città. A pagare saranno anche tutti quei palermitani che magari non sono strettamente legati alla società calcistica ma che intravedevano in questo progetto anche uno spiraglio lavorativo in una terra che purtroppo si sta svuotando sempre di più dei propri figli costretti ad andare altrove per cercare non più fortuna, come facevano i nostri antenati, ma almeno la sopravvivenza che a Palermo non riescono più ad assicurarsi.