Stop al tram a Palermo, l’Amat: “Non possiamo più sostenere i costi”

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tram a palermo

Stop al tram a Palermo, l’Amat non può più sostenerne i costi d’esercizio. L’azienda di trasporto pubblico urbano lo ha messo nero su bianco in una nota ufficiale inviata al Comune di Palermo.

Nel documento l’azienda di via Roccazzo, evidenziando nel dettaglio le proprie difficoltà finanziarie si dice pronta a riconsegnare il tram al Comune a partire dal prossimo primo agosto. Una presa di posizione che non soltanto coinvolge l’attività delle linee attualmente in funzione, ma che fa franare il progetto di estendere la rete tramviaria a tutta la città.

Concetto, questo, ribadito da tutte le opposizioni. Per Fabrizio Ferrandelli “l’Amat dalla votazione del consolidato esce compromessa. Non credo sia il caso di aggiungere altro, se non di bloccare immediatamente le nuove linee del tram”. Per il leader dell’opposizione inoltre “bisogna bloccare le nuove linee e rivedere immediatamente contratto di servizio di Amat. Sostenevamo da mesi che il tram era una follia e i dati ci hanno dato ragione. Non buttiamo altri soldi, non condanniamo a morte Palermo”.

Durissima la posizione del M5S: “Il sindaco di Palermo ha gettato la maschera, costringendo a una crisi senza via d’uscita l’Amat e certificando il fallimento del tram cittadino. Di questo scellerato e diabolico piano di Leoluca Orlando sono all’oscuro il Consiglio comunale e la Giunta municipale” – sostiene il capogruppo grillino a Sala delle Lapidi, Ugo Forello.

“Appena tre giorni dopo l’approvazione del bilancio consolidato 2016 – hanno documentato i Cinquestelle – il primo cittadino ha aggiornato il disallineamento da 43 milioni di euro a 62. Di tali somme, oltre 29 milioni di euro sarebbero a carico dell’Amat che, invece, nella proposta di bilancio 2017 predisposta dal Consiglio d’amministrazione, che già chiuderebbe per circa 6,5 milioni di euro di perdita, vengono considerati come crediti dovuti dal Comune. La decisione del sindaco è stata assunta senza avere prima attivato un contraddittorio con la partecipata e, in secondo luogo, non si comprende quale valenza giuridica possa avere una direttiva definita imperativa e vincolante. Siamo in una situazione extra-ordinem in cui il sindaco pretenderebbe di imporre modifiche sostanziali nella predisposizione degli atti consuntivi e previsionali del Comune e delle partecipate”.

“L’Amat ha affermato che, in assenza di adeguati e specifici correttivi – denunciano i pentastellati – consegnerà le chiavi del tram al Comune di Palermo a partire dal primo agosto 2018. È il fallimento di un sistema, di un modo di fare politica alla giornata in assenza di un’adeguata programmazione e pianificazione. Il mondo dei balocchi è finito, il sindaco smetta di fare il ciarlatano”.