Strage di Capaci, il pm Giordano: “Dovevamo sentire Borsellino a Caltanissetta”

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paolo borsellino

Paolo Borsellino avrebbe dovuto essere sentito dalla Procura di Caltanissetta sulla strage di Capaci “dopo il 20 luglio 1992. Dal traffico del cellulare di Borsellino, venne riscontrato un contatto con il procuratore di Caltanissetta Giovanni Tinebra quindi evidentemente c’era questa idea di sentirlo perché Borsellino parlava con Tinebra tra giugno e i primi di luglio”. Lo ha detto il sostituto procuratore generale di Catania Francesco Paolo Giordano, ex procuratore aggiunto di Caltanissetta, deponendo al processo sul depistaggio nell’inchiesta della strage di via D’Amelio.

Sul falso pentito Scarantino Giordano ha detto: “Quello che io sapevo all’epoca è che Vincenzo Scarantino era un soggetto fragile psicologicamente e aveva bisogno di un sostegno psicologico attuato attraverso la presenza, negli interrogatori formali, di magistrati che lo rassicuravano. Quando veniva interrogato c’era questa necessità di fargli comprendere che doveva tenere un atteggiamento retto. Questo è quello che all’epoca mi veniva riferito”.

“Quando Scarantino fece le prime accuse sul fatto che era La Barbera ad imbeccarlo – ha continuato Giordano – non vi furono indagini fatte dall’ufficio. A quell’epoca La Barbera aveva la nostra massima fiducia aveva la stima di tutti”. (ANSA)