Strage di via D’Amelio: “Le parole di Borsellino” domani su pagina Facebook

Tradizionale manifestazione dal titolo "In memoria di Paolo - Le parole di Borsellino" con un'edizione del tutto innovativa: a partire dalle 16.58 (ora esatta dell’attentato di via D’Amelio), sulla pagina del "Centro Studi Dino Grammatico", sarà messo in onda un video di un’audio-registrazione inedita di Paolo Borsellino tenuta nel corso di un convegno (a palazzo delle Aquile, a Palermo) nel gennaio del 1989

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Paolo Borsellino sapeva della trattativa

Anche quest’anno si terrà, domani, la tradizionale manifestazione dal titolo “In memoria di Paolo – Le parole di Borsellino” con un’edizione del tutto innovativa: a partire dalle 16.58 (ora esatta dell’attentato di via D’Amelio), sulla pagina Facebook del “Centro Studi Dino Grammatico”, sarà messo in onda un video di un’audio-registrazione inedita di Paolo Borsellino tenuta nel corso di un convegno (a palazzo delle Aquile, a Palermo) nel gennaio del 1989. Il video è stato realizzato grazie al casuale ritrovamento dell’audio-registrazione, negli archivi dell’Istituto siciliano di studi politici ed economici, di cui al tempo Grammatico ne era il presidente.

La registrazione, per la sorprendente attualità delle riflessioni espresse dal giudice Borsellino su ‘Cosa nostra’, meritava di essere resa pubblica. Sono stati estrapolati, infatti, sette passaggi chiave (Il fenomeno mafioso; Lo strumento repressivo; Il controllo del territorio; Più Stato; La tracotanza mafiosa; La “forza” di ‘cosa nostra’; Fiducia nelle Istituzioni), che verranno commentati, con contributi audiovisivi, da parte di Fabrizio Fonte, Umberto Balistreri, Pier Luigi Aurea, Laura Anello, Salvatore Borsellino, Antonio Tricoli, Carmine Mancuso, Milena Romeo, Roberto Leone, Rino Giacalone, Francesco La Licata, Fabio Granata e Carlo Palermo.

“Questo memorabile pezzo della storia positiva di Sicilia – dice Fabrizio Fonte, presidente del Centro studi Dino Grammatico e vice presidente di Isspe – può essere considerato, alla stregua di altri interventi, una sorta di testamento, visto e considerato che nel giro di pochi anni Borsellino avrebbe immolato la sua stessa esistenza, al pari degli agenti della sua scorta, sull’altare della legalità. Il fine dell’evento – aggiunge – è sempre quello di mantenere ancora viva, soprattutto nei più giovani, la lungimirante azione di contrasto alla mafia di Paolo Borsellino”.

Per il magistrato, infatti, “non si può dire che lo Stato si sia arreso nella sua lotta contro il crimine organizzato, perché ci si può arrendere solo dopo aver combattuto e lo Stato non ha mai combattuto questa battaglia. Non c’è mai stata da parte della classe politica la volontà di reagire alla mafia, quella volontà che venne trovata per il terrorismo. Ma il terrorismo minacciava direttamente la classe politica”. Tra i partners della manifestazione l’Isspe e l’Istituto Platone di Palermo.