Strage di Vittoria, minacce e solidarietà al giornalista Borrometi dopo il suo intervento

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“Ci vogliono muti, ma questo è il momento di urlare. Lo dobbiamo fare per noi, per i nostri figli, per i più piccoli come Alessio e Simone. Perché mentre piangiamo, a Vittoria continua ad accadere di tutto e lo Stato purtroppo arranca. Uno degli indagati per omissione di soccorso e favoreggiamento dell’omicida di Alessio è Angelo Ventura, il figlio del boss Titta Ventura. E Angelo Ventura, candidamente su Facebook scrive che è “addolorato”. Lo scrive su Facebook il giornalista Paolo Borrometi con riferimento alla strage di Vittoria.

“Sì, avete capito bene – aggiunge Borrometi – era a bordo della macchina che ha ucciso il povero Alessio e ridotto in fin di vita Simone (che poi è morto,ndr), è scappato senza soccorrere i bimbi. Ed è “addolorato”. Incredibile.  Ma purtroppo non è finita qui. Un “amico” di Angelo Ventura, un pluripregiudicato, Giuseppe Cammalleri, scrive pubblicamente qui su Facebook che “Borrometi è lo schifo della terra” e che mi dovrei “vergognare” perché ho denunciato i nomi e cognomi di chi è scappato, esattamente come il delinquente Angelo Ventura. Non contento mi dice, sempre pubblicamente, che sono un “essere spregevole”.

“Io faccio il giornalista e che, piaccia o no, ho l’obbligo di fare nomi e cognomi. Anche se sono i figli dei boss! Ed intanto domani i funerali del piccolo Alessio saranno fatti dall’agenzia funebre di Cutello, lo stesso che con Angelo Ventura ed il padre capomafia è a processo. Per mafia. Mi spiace dirlo ma quanto sta accadendo è la testimonianza che lo Stato arranca. Le Forze dell’Ordine non riescono a controllare il territorio (non per colpa propria ma per mancanza di personale) e si rischia di consegnare le città in mano a delinquenti e mafiosi. In posti come Vittoria ci vuole forte la presenza dello Stato, con uomini, con mezzi (se necessario anche con l’esercito) e con la cultura. Se così non sarà è tutto finito”.

“A Vittoria la mafia è tornata a colpire e non risparmia neppure i bambini, ultima vittima il piccolo Alessio. Si sentono forti ed impuniti e arrivano sino al punto di insultare e aggredire via social il giornalista Paolo Borrometi, presidente di Articolo 21, consigliere nazionale della Federazione della stampa, perché continua ad ‘illuminare’ quel territorio e a reclamare una decisa e risolutiva azione dello Stato”. Così Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente Fnsi, in una nota, in cui spiegano: “Parenti e amici del boss Titta Ventura, in carcere, non trovano di meglio che minacciare ed avvertire ‘l’infame’ Paolo Borrometi. Mandanti ed esecutori vanno messi da subito in condizione di non nuocere e di non inquinare la civile convivenza a Vittoria. Spetta, infine, ai media il compito di illuminare a giorno i covi da dove sono partite le minacce e riprendere le inchieste di chi, a cominciare da Borrometi, non intende piegare la testa di fronte ai mafiosi e alle loro minacce”, concludono.

Solidarietà e vicinanza a Paolo Borrometi, socio onorario di Sos Impresa Rete per la Legalità, è stata espressa dal Presidente nazionale dell’associazione, Luigi Cuomo, e dal vicepresidente vicario, Pippo Scandurra, dopo le ultime minacce ricevute a seguito della sua denuncia per la tragedia di Vittoria che ha visto altre due giovanissime vittime innocenti dell’arroganza e della violenza di pregiudicati ubriachi e drogati in libera circolazione.

Lo Stato, in questa parte della Sicilia, sembra troppo lontano e distratto- dichiara Luigi Cuomo –  mentre i mafiosi, i loro familiari e amici la fanno da padroni. Questo dimostra che la lotta a tutte le mafie è ancora lontana dal diventare emergenza prioritaria in Sicilia e in tutto il nostro Paese”. Per Scandurra, “quello che Paolo denuncia quotidianamente con il suo lavoro di giornalista impegna tutta la società civile e il mondo dell’antimafia popolare a fare fronte comune affinché cessi la pericolosa e irresponsabile sottovalutazione del rischio mafia anche nei luoghi, non solo fisici, di questa parte della Sicilia”.