Stragi del 1992, Matteo Messina Denaro rinviato a giudizio

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camera penale di palermo

Il gup di Caltanissetta Marcello Testaquatra ha rinviato a giudizio il boss latitante Matteo Messina Denaro, ritenuto uno dei mandanti degli attentati di Capaci e via D’Amelio in cui vennero uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e otto agenti delle scorte. E’ di strage l’accusa della quale Messina Denaro dovrà rispondere davanti alla Corte d’assise nissena nel processo che inizierà il 13 marzo. Accolta la richiesta del procuratore aggiunto di Caltanissetta Gabriele Paci che aveva chiesto proprio il rinvio a giudizio del boss Matteo Messina Denaro.

Paci, durante la sua discussione nell’udienza preliminare, ha sostenuto che “Messina Denaro prese parte a una riunione della commissione di Cosa nostra alla fine del ’91 a Castelvetrano in cui Totò Riina decise di dare via alla strategia stragista, prevedendo che la Cassazione avrebbe di lì a poco confermato le condanne del primo maxi processo contro la mafia”. Inoltre, sempre secondo la Procura nissena, Messina Denaro “avrebbe inviato a Roma, su ordine di Riina, diversi sicari per uccidere Giovanni Falcone nei primi mesi del ’92, mentre questi era direttore degli Affari penali del Ministero della giustizia”.

La cosiddetta “missione romana” non andò in porto perché poi Riina richiamò i sicari in Sicilia per eseguire l’attentato nell’isola. In aula con Paci anche l’altro aggiunto Lia Sava e il sostituto della Dda nissena Stefano Luciani. Alla richiesta di rinvio a giudizio si sono associati i legali di parte civile dei familiari delle vittime e di alcuni enti e associazioni, mentre il difensore di Messina Denaro – l’avvocato Giovanni Pace – ha chiesto il proscioglimento del boss di Castelvetrano, considerato l’attuale capo di Cosa nostra. Il gup Marcello Testaquatra è in camera di consiglio e comunicherà la sua decisione intorno alle 13.

Il Comune di Palermo sarà parte civile nel processo contro il super latitante di Castelvetrano, Matteo Messina Denaro, per le stragi del 1992 che si celebra a Caltanissetta. Durante l’udienza, è stata ammessa la costituzione civile di Palazzo delle Aquile. L’Amministrazione comunale si era già costituita parte civile nel troncone principale del processo, su disposizione del sindaco Leoluca Orlando, il cui primo atto formale all’insediamento nel 2012 è stato proprio il mandato all’Avvocatura di procedere alla costituzione di parte civile nei processi di mafia. (ANSA).