Stretto di Messina: intercettate 3 orche, forse sono quelle del porto di Genova

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Un gruppo di tre orche è stato avvistato nello Stretto di Messina. A darne notizia è l’associazione Marecamp, che ritiene siano tre dei quattro esemplari che hanno stazionato davanti al porto di Genova dal primo dicembre. Si tratta comunque, sottolinea Marecamp, della prima volta che la presenza di orche viene segnalata nello Stretto di Messina.

Secondo il pescatore sportivo Simone Vartuli, che ha trascorso oltre un’ora ad osservarle, gli esemplari erano solo tre. Se la notizia verrà confermata si teme che a mancare all’appello sia Dropi, l’individuo che già presentava un forte dimagrimento ai primi di dicembre.

Un viaggio da record, “la notizia più emozionante di sempre” come la definiva giorni fa Orca Guardians Iceland, importante no profit che si occupa di proteggere e monitorare le orche marine. Gli esemplari di “orcinus orca” avvistati nello stretto di Messina, se fosse confermato, come sembra probabile, che si tratta degli stessi che giorni fa si sono affacciati di fronte al porto di Genova, hanno percorso circa 6.000 chilometri nel loro estenuante (e per il momento ben poco compreso anche dagli esperti che si interrogano sui motivi) viaggio che li ha portati dall’Islanda, dove erano stati fotografati per la prima volta 6 anni fa, fino a varcare lo stretto di Gibilterra e spingersi fino alla costa ligure.

Un’impresa incredibile, che ha sorpreso gli esperti: è la prima volta che si identificano orche in Islanda e poi, dopo anni, addirittura nell’Italia meridionale, ed è a detta di Orca Guardians Iceland probabilmente una delle migrazioni accertate più lunghe di sempre.

“Fino a ieri ne sono state viste solamente tre. Forse c’è un problema e ne abbiamo persa un’altra. Una mostrava qualche segno di deperimento e mangiava poco. Siamo in collegamento con la Capitaneria di porto e ci teniamo in contatto con le associazioni che hanno seguito le orche a Genova. Sarebbe utilissimo sapere se sono gli stessi esemplari e se sono rimaste in tre o sono ancora quattro”. A parlare è Clara Monaco, biologa marina responsabile scientifico dell’associazione Marecamp Onlus, che si occupa del monitoraggio di balene e delfini nel porto di Catania, che raccomanda “a chiunque le dovesse avvistare di non avvicinarsi perché sono molto stressate e di chiamare subito la Guardia Costiera”.

“Dopo la morte del cucciolo – dice la biologa – le quattro orche si erano spostate da Genova e si sperava che andassero verso Gibilterra per tornare in Islanda. Questo comunque non è un mare al quale sono abituate.

“Il fatto che si trovino nello Stretto di Messina – continua Clara Monaco – è un po’ problematico. Magari è vero, come dice il pescatore, che c’è mangianza e, per fortuna, si stanno sostentando e si riprendono per affrontare il viaggio verso l’Islanda, da un lato, dovessero scendere ancora, sarebbe un problema sia perché lo Stretto di Messina è molto trafficato e c’è il pericolo di collisioni, dall’altro significa che si sono perse, che hanno ancora bisogno di protezione”.

“Speriamo – ha concluso la biologa – che tornino in un ambiente più adatto a loro. Dove stanno andando non lo possiamo sapere. Speriamo solo che si stiano riprendendo perché tutto quel periodo davanti a Genova le ha stressate abbastanza”.