Tachigrafi alterati, controlli e denunce della polizia stradale di Ragusa

0
17
tachigrafo alterato

Sei persone denunciate e tre sequestri di tachigrafi alterati per i reati di “violazione di sigilli” e “rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro”: è questo il bilancio dei controlli eseguiti negli ultimi due mesi da parte della polizia stradale di Ragusa nel mondo dell’autotrasporto al fine di contrastare precise violazioni, quali il mancato rispetto dell’orario di lavoro e l’utilizzo di manodopera in nero che di fatto costituiscono una concorrenza sleale nei confronti delle ditte oneste ed un potenziale rischio per la circolazione stradale.

Queste irregolarità, spesso, vengono commesse attraverso l’alterazione del cronotachigrafo, lo strumento che registra dati sull’attività del conducente – guida, lavoro, disponibilità e riposo – nonché le distanze percorse e le velocità tenute.

Alla Procura della Repubblica sono stati denunciati il conducente e il rappresentate legale di una ditta di autotrasporti, entrambi messinesi, per i reati di “violazione di sigilli” e “rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro”, per aver sostituito nel veicolo, rompendo i sigilli, il tachigrafo regolarmente installato con un altro alterato al fine di eludere i controlli sugli orari di lavoro e sulla velocità tenuta dal veicolo.

In particolare, durante un controllo eseguito mercoledì sulla Ragusa-Catania è stato fermato dagli agenti della Stradale l’autocarro della ditta messinese; l’autista, alla richiesta di documenti, esibiva anche il dischetto cartaceo contenente la registrazione dei dati di lavoro, prelevato dal cronotachigrafo installato nel veicolo. Effettuando un’accurata verifica di quest’ultimo strumento, gli operatori della polizia hanno accertato che erano stati rimossi i sigilli, motivo per cui l’autista ed il mezzo sono stati condotti presso un centro specializzato dove è stato accertato che il cronotachigrafo originale era stato sostituito con un altro che registrava una velocità minore rispetto a quella realmente tenuta dall’autista.

Accertata la manomissione, gli agenti hanno ritirato la patente professionale dell’autista, hanno emesso  verbali per un importo di circa 2000 euro e  lo denunciato, in concorso con il titolare della ditta, alla Procura della Repubblica.

Il mese scorso, durante altri due controlli, erano stati denunciati per gli stessi reati altri 4 soggetti, di cui due autisti, un salernitano ed un palermitano, e i due titolari delle relative imprese di autotrasporto con sedi a Salerno e a Gela.

L’autista palermitano aveva tentato di sviare i controlli degli agenti dicendo che i dati del tachigrafo erano alterati perché aveva installato una calamita che consegnava agli operatori; questi ultimi, tuttavia, dall’analisi dei dati del mezzo hanno intuito che l’alterazione dei dati non dipendeva dalla calamita e che all’interno del mezzo vi potesse essere installato un altro sistema elettronico più complesso.

Dalla verifica del mezzo presso un’officina autorizzata è emerso che era stato installato un congegno elettronico che veniva azionato direttamente dall’autista in cabina. Il tentativo dell’autista palermitano era finalizzato a farsi contestare dagli agenti soltanto una sanzione amministrativa per l’uso della calamita, invece della sanzione penale per l’installazione del congegno.

Anche nell’ambito dell’altro controllo è stato rinvenuto un congegno elettronico anche questo in grado di bloccare la registrazione delle ore di lavoro effettuate dagli autisti e dei chilometri percorsi, mettendo a serio rischio l’incolumità degli stessi autisti e della sicurezza stradale in generale.

In un anno mezzo sono 27 gli operatori dell’autotrasporto denunciati all’Autorità giudiziaria per gli stessi reati , 15 autisti e 12 rappresentanti legali.