Teatri, l’assessore Messina: “Garanzie sul Bellini, ma bisogna cambiare musica”

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“Il Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania rischia la chiusura a seguito del dimezzamento dei fondi messi a disposizione dalla Regione Siciliana: i cittadini siciliani e gli italiani tutti rischiano di perdere un’istituzione culturale importante e uno dei preziosi teatri di tradizione del nostro Paese”. Lo affermano deputati e senatori del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura. “Replicando a una nostra interrogazione – riprendono deputati e senatori pentastellati – il ministero dei Beni e delle Attività culturali e il Turismo ha evidenziato che, trattandosi di Ente autonomo regionale, il Mibact non ha competenza per intervenire a riguardo e si limita a versare i contributi definiti dal Fus, Fondo unico dello spettacolo.

L’unico a poter scongiurare la chiusura dello storico teatro è dunque il presidente della Regione Nello Musumeci, riportando al livello precedente la quota di finanziamento regionale. A lui rivolgiamo l’appello di tutti i parlamentari del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura affinché ristabilisca in tempi brevi i finanziamenti necessari al funzionamento del teatro Bellini e alla salvaguardia dell’occupazione dei circa 400 dipendenti: l’Italia non può perdere un presidio culturale di rilevanza internazionale come il Bellini, uno dei più antichi in Italia”, concludono i parlamentari del MoVimento 5 Stelle.

A stretto giro arriva la risposta dell’assessore al Turismo, Sport e Spettacolo Manlio Messina. “Non si accettano lezioni da coloro che hanno sabotato il lavoro di questo governo regionale mentre operava per ristabilire gli stanziamenti ai teatri. Hanno preferito condurli sull’orlo del baratro, in nome del “tanto peggio tanto meglio”. Sono gli stessi personaggi politici che negli anni precedenti il governo Musumeci hanno trattato la questione teatri, a Catania come altrove nell’Isola, in modo grossolano e superficiale. Il nostro governo, già lo scorso luglio, aveva trovato le necessarie risorse, ma i provvedimenti si sono arenati durante i lavori d’Aula di agosto per scelta delle opposizioni e non certamente per responsabilità nostra”. Lo afferma l’assessore allo Spettacolo Manlio Messina, che aggiunge: “Con quei provvedimenti, che avrebbero dovuto essere votati dal Parlamento siciliano prima della lunga chiusura estiva, sostanzialmente il governo Musumeci puntava a ripristinare le somme previste per consentire ai teatri di chiudere i bilanci e proseguire la loro normale attività, garantendo stanziamenti più importanti anche rispetto all’anno precedente. Immagino solo il milione in più sul Furs. Il governo ha comunque la questione ben chiara e sta mettendo in campo ogni azione utile per confermare l’attuale quadro finanziario e normativo e garantire al teatro Bellini e a tutti gli altri teatri di proseguire nella loro attività. Per il 2020 e 2021 l’impegno del presidente Musumeci e di tutto il governo è quello di proporre all’Aula la conferma della stessa risorsa finanziaria di quest’anno”.

“Sia comunque chiaro a tutti – conclude l’assessore Messina – che adesso bisogna cambiare musica e voltare pagina: dobbiamo tutti, sindacati compresi, rendere i teatri più autosufficienti e meno dipendenti dal finanziamento regionale. La cultura e il diritto al lavoro sono argomenti per noi fondamentali e certamente al centro dell’azione del governo, ma serve un cambiamento”.

“Se per lezioni l’assessore Messina intende le nostre sollecitazioni e gli interventi parlamentari per tentare di arginare la crisi nella quale hanno condotto il Teatro Bellini, allora farebbe bene ad accettarle quelle lezioni”, replica Anthony Barbagallo, parlamentare regionale del Pd. “Ci sono numeri e dati che parlano chiaro – aggiunge Barbagallo – Nei due anni di governo Musumeci la situazione dei teatri in Sicilia e’ precipitata, cosi’ come in generale si è drasticamente indebolito il sostegno al mondo della cultura. Prima di pensare agli impegni per il 2020 e per il 2021, pensi a come affrontare le emergenze del 2019”.