Tecla insegnante precaria racconta sogni, illusioni e disagi di una generazione

Il romanzo di Mari Albanese e Maria Grazia Maggio verrà presentato in anteprima a Palermo nella Sala Lanza dell’Orto botanico venerdì 29, alle 17. Dialogheranno con le autrici il giornalista Rai Mario Azzolini e la blogger Giusi Patti Holmes, con letture a cura di Viviana Lombardo e Domenico Bravo e musiche a cura di Gloria Liarda.

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Il mondo della scuola con le sue contraddizioni, le lavatrici a gettoni, gli ortaggi in bella vista al supermercato incarnano, allo stesso tempo, la solitudine e la ricchezza del quotidiano: mezzi entrambi necessari perché Tecla possa affacciarsi a nuove opportunità e a nuove prove da superare.

Tecla, alter ego di Mari Albanese, è la protagonista di “Diario inquieto di un’insegnante precaria”, il romanzo di Mari Albanese e Maria Grazia Maggio, che verrà presentato, venerdì 29, alle 17, in anteprima a Palermo nella Sala Lanza dell’Orto botanico il libro – in uscita in tutte le librerie lo stesso 29 novembre. Alla presentazione dialogheranno con le autrici il giornalista Rai Mario Azzolini e la blogger Giusi Patti Holmes, con letture a cura di Viviana Lombardo e Domenico Bravo e musiche a cura di Gloria Liarda.

Mari Albanese, 38 anni, insegnante precaria e anima inquieta. Sicilianissima di nascita e di formazione, è costretta ad abbandonare la sua terra per lavoro, e trasferirsi a Firenze. Qui inizia a tenere un diario per riflettere sulla sua condizione personale e professionale, sui suoi amori e sui sogni delusi: Ho’oponopono – questo il nome del diario a cui dà voce Maria Grazia Maggio – improvvisamente prende vita e fa da contraltare ai suoi pensieri e alle vicende che investono lei e i suoi amici.

Le due autrici, entrambe insegnanti, attingono al loro vissuto personale, per regalarci, attraverso un coinvolgente racconto a due voci, uno sguardo disincantato sul mondo della scuola, un manifesto della precarietà dei giorni nostri che avviluppa il lavoro e i sentimenti.

Sullo sfondo di un’Italia difficile e disillusa in cui i giovani vivono la precarietà come cifra della propria esistenza, Tecla cerca nella scrittura una dimensione terapeutica, affidando al suo diario i propri pensieri più intimi, le traversie sul lavoro, l’incomprensione in famiglia, le relazioni fugaci: paure, difficoltà e frustrazioni che sono quelle di una generazione intera.

Le autrici: Mari Albanese è insegnante di filosofia, ha pubblicato diversi saggi e racconti tra i quali: “Felicia. Tributo alla madre di Peppino Impastato” (2007, Navarra Editore),”Il cielo sopra Palermo è sempre più grigio” (2014, Qanat edizioni), “Ci vediamo al palo 12” (2016, Qanat edizioni), e “Conoscere è talento” in “Conoscere. Percorsi di libertà” (2017, Polissa edizioni). Per il suo impegno decennale nei movimenti antimafia e nella divulgazione della cultura della legalità nelle scuole le sono stati conferiti il ” Premio donna siciliana 2017″ e il “Premio Mimosa d’oro 2018”.

Maria Grazia Maggio è insegnante al convitto Nazionale G. Falcone di Palermo e da dieci anni si occupa del servizio di “Sportello d’ascolto”con la qualifica di psicologo scolastico. Questo è il suo primo romanzo.