Terrorismo: barriere in isole pedonali a Palermo. Il vice sindaco Marino: “Cresce la paura”

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Barriere mobili nelle isole pedonali affollate in questi giorni di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Dopo l’attentato di Barcellona anche a Palermo sono state innalzate le misure di sicurezza. I dissuasori, già previsti per l’itinerario arabo-normanno, stamani sono stati posizionati anche in via Maqueda e altri saranno sistemati in altri angoli della città.

L’obiettivo è evitare che nelle zone a maggiore concentrazione di visitatori e non solo possa avvenire quanto accaduto in Spagna, bloccare, cioè, il passaggio di mezzi pesanti usati dagli attentatori negli ultimi attacchi che hanno seminato morte e terrore in Europa. “E’ innegabile che la paura cresce anche qui – dice all’Adnkronos il vice sindaco, Sergio Marino – Ognuno di noi, i nostri figli, i nostri amici potevano trovarsi sulle Ramblas. Il fatto che i terroristi entrino in azione da noi o altrove alla fine cambia poco perché siamo tutti potenziali vittime”.

“Già da mesi a Palermo – ha detto il sindaco Leoluca Orlando – sono in atto misure di prevenzione legate alla sicurezza pubblica, sperimentate con successo durante le tante manifestazioni pubbliche che hanno portato in città decine se non centinaia di migliaia di persone o che hanno coinvolto personalità internazionali. Misure che progressivamente stanno divenendo forme permanenti di tutela della sicurezza in quelle aree che sono tornate a essere cuore pulsante della vita e della attrattività turistica di Palermo”. Nei giorni scorsi, però, il prefetto Antonella De Miro ha convocato il comitato per l’ordine e la sicurezza proprio per rafforzare quelle misure.

Controlli più stringenti, maggiori uomini e mezzi in strada e barriere antisfondamento. “Nelle zone pedonali – spiega il vice sindaco – occorre, comunque, garantire il passaggio dei mezzi di soccorso. E’ necessario conciliare le esigenze di sicurezza con quelle di vita quotidiana”. Contro il “clima di terrore inimmaginabile e incomprensibile e la violenza di questi attacchi” per Marino occorre, però, seguire la strada già tracciata a Palermo.

“Il modo migliore di reagire è quello dell’integrazione, quello di lavorare, come stiamo facendo a Palermo e il sindaco in questo è interprete eccellente, al dialogo e all’integrazione con questi popoli. Violenti e terroristi sono la minoranza – conclude – Bisogna isolarli, emarginarli attraverso il confronto e l’integrazione, dimostrare che siano tutti uguali per vivere in un clima di pace”.