“Tonno come spugna”, il video fake contro Nino Castiglione smentito dagli esperti

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nino castiglione

Video fake contro l’azienda trapanese di Nino Castiglione, una delle più note realtà siciliane conosciuta per la produzione, tra l’altro, del tonno Auriga. Nel filmato un anonimo personaggio mostra la trasformazione di una parte del contenuto della scatola di pesce in una sostanza spugnosa dopo il trattamento con acqua semplice.

Pronta era stata la reazione dell’azienda con un comunicato di smentita: “Operiamo nel mercato delle conserve ittiche da 85 anni, vogliamo rassicurare i consumatori circa la diffusione di un video-bufala avvenuta a partire dal 5 febbraio scorso. In tale video si insinua che il tonno Auriga, marchio icona della storica azienda, sia prodotto con fibre di stoffa, spugna e altri elementi dannosi alla salute” – avevano detto dalla Nino Castiglione.

Oggi sulla vicenda interviene anche Gregory Bongiorno, presidente di Sicindustria Trapani. “Un video fake diffuso da un anonimo sui social network e diventato virale in poche ore sta creando danni concreti a una delle aziende storiche siciliane, la ‘Nino Castiglione’ di Trapani. Ecco un esempio – afferma Bongiorno – di cosa sia una fake news e di come una calunnia possa provocare danni concreti ad aziende sane e virtuose. La Castiglione, nostra azienda associata, rappresenta una delle eccellenze dell’agroalimentare italiano e uno dei marchi di punta del made in Sicily. Eppure ciò non è servito a stoppare un balordo qualsiasi che si è preso la libertà di insinuare dei dubbi sulla qualità del prodotto certificato dall’Istituto di Biologia Marina”.

È proprio il direttore dell’Istituto di Biologia Marina, Andrea Santulli, a ricordare che, da molti anni, nell’ambito di progetti di ricerca nazionali e internazionali, l’Istituto monitora la qualità dei prodotti delle principali industrie ittico-conserviere della provincia di Trapani, che hanno anche contribuito a collocare le produzioni nelle più importanti catene della grande distribuzione organizzata.

Le analisi condotte trimestralmente presso l’istituto comprendono la valutazione delle componenti nutrizionali, che vengono riportate nell’etichetta in confezione, quella sulla qualità all’origine della materia prima e quella sulla shelf-life.

“A tal proposito, proprio durante la collaborazione con la Ditta Castiglione – dice Santulli – l’Istituto ha avuto la possibilità di analizzare le materie prime utilizzate, anche con tecniche molecolari quali l’analisi del Dna, identificando in maniera univoca e tracciando all’origine le specie di tonno utilizzate”.

Sul tema interviene anche Concetta Messina, docente di Scienze e tecnologie agroalimentari dell’Università degli studi di Palermo: “La parte edibile dei pesci (come di tutti i prodotti carnei), comprende una quota preponderante di proteine strutturali fibrose, che costituiscono l’assetto muscolare e che sono ovviamente insolubili in acqua. Tali componenti, soltanto in seguito alla digestione, saranno rese naturalmente biodisponibili all’organismo e potranno esercitare tutte le loro proprietà nutrizionali a livello fisiologico”.

“Il palcoscenico che i social assicurano all’ignoranza – conclude il presidente Gregory Bongiorno – rischia di fare danni reali alle aziende e ai lavoratori che quotidianamente sono impegnati per garantire prodotti di qualità. È un metodo che non possiamo tollerare perché l’eccellenza e anni di storia e di lavoro rischiano di essere danneggiati dal primo balordo di turno”.