Tony Rizzotto all’attacco: “Candiani è un incapace, per questo ho lasciato la Lega”

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Tony Rizzotto non fa sconti al senatore Candiani “Incapace di gestire il partito” ma ribadisce la sua stima per Salvini e Giorgetti. Il deputato regionale ex Lega transito in Ora Sicilia, nel corso di una conferenza stampa all’Ars ha voluto fare chiarezza sulle sue scelte.

“Con Candiani c’è stata una intesa totale nei primi mesi della sua esperienza di commissario della Lega in Sicilia, ma già in quei momenti ho iniziato a vedere la sua incapacità di gestire il partito nell’Isola – attacca Rizzotto -. Non sono stato cacciato dal partito ma sono stato io ad andarmene – precisa -. Ho inviato due telegrammi il 2 luglio a Salvini e al sottosegretario Giorgetti, due politici che stanno facendo un pezzo di storia del nostro Paese. In quei telegrammi ho ribadito la mia stima immutata nei loro confronti”.

Tony Rizzotto, ex Mpa e primo deputato della Lega eletto a Palazzo dei Normanni,  ripercorre le sue tappe all’interno del partito di Salvini: “Arrivai nell’autunno 2017 e alle Regionali di quell’anno scattò il seggio all’Ars. In seguito arrivò il commissariamento con Candiani. Mi disse che nella Lega contava la militanza ma subito dopo arrivò il consigliere comunale ex M5S, Igor Gelarda e in un mese gli furono date le chiavi del partito”.

Rizzotto racconta di essere stato “vittima di una emarginazione che ha coinvolto anche altri attivisti e gruppi storici sul territorio. Il commissariamento -ribadisce – non portò ordine ma scompiglio. Si iniziarono a chiudere i circoli reali della Lega e ad aprire quelli virtuali, e a distribuire cariche senza il rispetto delle regole scritte nello Statuto e della democrazia interna. In questo periodo – secondo l’ex deputato della Lega – sono state epurate personalità che si erano spese in prima linea a sostegno del progetto di Salvini. Mi sono messo da parte confidando in un cambiamento ma così non è stato, tuttavia ho continuato ad essere presente negli appuntamenti nazionali organizzati da Salvini come quelli di piazza del Popolo a Roma, di Corleone, dove il ministro ha inaugurato un commissariato di polizia, e quelli relativi alla campagna elettorale per le amministrative. Ho continuato a dimostrare la mia vicinanza al partito in ambito nazionale”.

Da Rizzotto, inoltre, una risposta alle accuse di inaffidabilità e inconsistenza avanzate da Candiani nel provvedimento di espulsione che lo ha riguardato: “Vero, non si è fatto molto, ma bisogna considerare l’isolamento a cui mi hanno costretto nel partito. La mia inattività era ben motivata. Inaffidabile? Questa è una accusa che considero offensiva”.