Totò Cuffaro depone come testimone al processo d’Appello nei confronti di Tonino D’Alì

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Totò Cuffaro, ha deposto come teste al processo d’appello nei confronti dell’ex senatore forzista Tonino D’Alì, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il processo si celebra, col rito abbreviato, davanti alla Terza sezione della Corte di appello, presieduta da Nino Napoli, dopo l’annullamento con rinvio da parte della Corte di Cassazione.

L’accusa era rappresentata dal sostituto procuratore generale, Nico Gozzo. L’imputato, difeso dall’avvocato Arianna Rallo, non era presente oggi in aula. In primo grado il politico era stato assolto per i reati contestatigli dopo il gennaio 1994 (prescritto per gli anni precedenti) e in Appello la sentenza era stata confermata.

Cuffaro – che per la prima volta depone in questo dibattimento – oggi ha confermato quanto aveva dichiarato ai pm che lo avevano sentito nel 2007. L’oggetto è il trasferimento del prefetto di Trapani, Fulvio Sodano, ad Agrigento, secondo quest’ultimo, per volere di Tonino D’Alì, dopo gli interventi del prefetto a salvaguardia della Calcestruzzi Ericina.

Sodano – nel frattempo deceduto – frequentava Cuffaro e di questo con lui aveva parlato. L’ex presidente della Regione ha raccontato di avere parlato con Pisanu di Sodano che “mai direttamente mi disse che c’erano state pressioni da parte di D’Alì”. Ma è possibile che Sodano, da quello che Cuffaro gli avrebbe detto, possa avere compreso in modo diverso. Nella prossima udienza – il 27 novembre – è prevista la testimonianza in video conferenza dell’ex ministro, Beppe Pisanu.